'Ndrangheta, operazione Ros contro la cosca Piromalli

Alcuni esponenti della cosca calabrese di Ndrangheta dei Piromalli sono finiti nel mirino dei carabinieri con l'esecuzione di 12 ordinanze di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Reggio Calabria, nei confronti di altrettanti affiliati al clan di Gioia Tauro, ritenuti responsabili di diversi business organizzati con denaro di provenienza illecita, come al mercato ortofrutticolo di Milano e l'olio di sanza da spacciare per extravergine di oliva in America.

Gli indagati sono accusati di associazione di tipo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, intestazione fittizia di beni, truffa ed altri reati aggravati dalle finalità mafiose.

L'intervento, che segue a meno di un mese il fermo di 33 persone organiche al sodalizio di Gioia Tauro, ha previsto il contestuale sequestro preventivo di beni per un valore di circa 50 milioni di euro. Sigilli sul noto consorzio Copam di Varapodio, nel reggino, costituito da oltre 40 aziende e cooperative agricole operanti nella piana di Gioia Tauro, nella Sicilia orientale e nel basso Lazio.

I provvedimenti, eseguiti dal Raggruppamento operativo speciale dei carabinieri, si collocano nel quadro di un'articolata manovra investigativa avviata in direzione dei vertici della 'ndrangheta reggina.

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