Rogo nel ghetto di Foggia

Due migranti originari del Mali, Mamadou Konate e Nouhou Doumbia di 33 e 36 anni, che lavoravano come braccianti nei campi agricoli del foggiano sono morti carbonizzati in un incendio divampato nel "grande ghetto", tra Rignano Garganico e San Severo, in provincia di Foggia.

La procura del capoluogo pugliese ha aperto un'inchiesta per incendio colposo e omicidio colposo plurimo a carico di ignoti finalizzata a fare luce sul rogo che ha devastato la baraccopoli che si estende su 5.000 metri quadri. Al momento è esclusa la natura dolosa delle fiamme.

Il primo marzo il "grande ghetto" era stato sgomberato dalle forze dell'ordine nell'ambito di un'indagine della Direzione distrettuale antimafia di Bari del 2016 per presunte infiltrazioni mafiose. Al momento dello sgombero erano presenti circa 250 migranti e giovedì notte in oltre cento hanno dormito a ridosso del campo, sperando di riprendere possesso delle loro baracche. Alcuni di loro non volevano lasciare il ghetto per paura di perdere il lavoro e in 200 hanno protestato davanti alla prefettura di Foggia.

  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO