Minorenne travolto dal treno, gli amici: "non stavamo facendo un selfie"

selfie sui binari soverato

Aggiornamento 15:20 - "Non stavamo facendo un selfie": così hanno raccontato i due amici della vittima, il 13enne investito e ucciso da un treno ieri sera a Soverato. Secondo quanto hanno raccontato gli altri due minori alla polizia ferroviaria, il gruppetto di coetanei stava cercando la via più corta per raggiungere il centro del paese. "Sono passati di lì perché pensavano di percorrere la strada più diretta per la loro destinazione. Il cellulare della vittima è stato sequestrato ed è a disposizione dell'autorità giudiziaria, ma stando alle prime ricostruzioni non sembra che i tre stessero facendosi foto con gli smartphone" ha detto un dirigete della polfer al Giornale radio Rai.

Soverato, "selfie sui binari": 13enne investito e ucciso da un treno

Ci sarebbe un folle gioco dietro la tragedia occorsa ieri a Soverato, in provincia di Catanzaro, dove un 13enne di Petrizzi, è stato investito e ucciso da un treno regionale in transito. Il minore era compagnia di altri due coetanei. Sotto shock il macchinista del convoglio che ha carcerato di spiegare l'accudito ai carabinieri. Sul posto oltre ai militari dell’Arma il magistrato di turno e il medico legale.

In base a una prima ricostruzione dei fatti approntata dai carabinieri di Soverato la vittima e gli amici stavano attraversando i binari quando è giunto il convoglio. Gli altri due minorenni sono rimasti illesi. Il treno viaggiava in direzione Reggio Calabria.

Pare che i tre giovanissimi stessero camminando lungo i binari in un tratto dove non ci sono passaggi a livello e mentre attraversavano un ponte è arrivato il treno in transito. I due minori sopravvissuti subito dopo l’impatto sarebbero fuggiti per paura delle conseguenze delle loro azioni; ma perché si trovavano lì ieri sera? Perché camminare sui binari?

Sempre secondo quanto ipotizzato dagli investigatori il 13enne morto e gli altri due minori avevano progettato di farsi un selfie con lo sfondo del treno in arrivo, cercando di resistere il più possibile sui binari prima del passaggio dello stesso. Dietro il drammatico incidente ci sarebbe quindi un assurdo "gioco", costato la vita a un ragazzino di 13 anni.

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