Siria: autobomba contro gli sfollati, 126 morti, 68 bambini uccisi

Il bilancio iniziale e provvisorio di 40 morti dell'ultimo attentato terroristico in Siria, attacco consumatosi sabato in un centro poco distante da Aleppo, è salito fino a 126 civili uccisi tra cui almeno 68 bambini a causa di un'autobomba esplosa a Rashideen, un sobborgo ribelle, spina nel fianco del regime di Damasco. Più di cento invece i feriti.

Un terrorista kamikaze ha seminato morte e distruzione mentre i civili stavano per salire su alcuni autobus e lasciare la zona. L'obiettivo dei terroristi erano i civili in fuga da Fua e Kafraya, gli unici centri rimasti fedeli al regime di Assad della provincia di Idlib che per il resto è controllata dai ribelli.

Il giorno prima dell'attentato i civili erano stati allontanati dalla città controllata dalla truppe fedeli al regime di Bashar al-Assad, appoggiato dalla Russia e osteggiato dagli Stati Uniti.

Sono qualcosa come 5000 le persone che negli ultimi giorni stanno provando a lasciare le zone in cui infuriano le battaglie (dopo un accordo tra ribelli e governo), per una guerra civile di cui non si scorge la fine. A bordo di circa 70 bus molti stanno lasciando le zone calde del conflitto ma disaccordi e blocchi dei pullman non mancano e così uno dei bus è stato fermato diventano poi preda dell'autobomba.

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