Furbetti del cartellino scoperti a Cosenza | Video

Aggiornamento: Sono venti e non sedici i dipendenti pubblici presunti assenteisti colti in fallo a Cosenza e indagati per truffa aggravata ai danni di ente pubblico: si sarebbero assentati dal luogo di lavoro facendo risultare di esser presenti secondo quanto avrebbero accertato i militari della Gdf, anche con immagini video riprese da microtelecamere nascoste nei locali in cui avveniva la timbratura fraudolenta dei cartellini.

Nei guai sono finiti quattro dipendenti dell'Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, un medico e quattro infermieri, impiegati presso il Servizio Cure Domiciliari Integrate. A loro carico è stata disposta la misura cautelare interdittiva della sospensione dall'esercizio del pubblico ufficio per un anno. In particolare secondo i finanzieri il medico, dopo aver passato il badge la mattina presto lasciava il lavoro per recarsi da alcuni parenti e rientrava solo dopo alcune ore in servizio.

Gli infermieri invece si coprivano a vicenda scambiandosi i cartellini aziendali da timbrare. Gli altri frutteti del cartellino coinvolti sono sedici dipendenti del Comune di San Vincenzo la Costa, per otto di loro il gip ha imposto l'obbligo di presentarsi tutti i giorni lavorativi, due volte al giorno, davanti alle forze dell'ordine.

Cosenza, assenteismo: blitz della Gdf

Ancora un blitz contro presunti furbetti del cartellino. Operazione anti assenteismo della Guardia di Finanza di Cosenza che questa mattina ha eseguito, stando alle prime informazioni, 16 misure cautelari ai danni altrettanti soggetti accusati di aver lasciato senza giustificazione il posto di lavoro facendo risultare di essere in servizio.

Al termine degli accertamenti, comprensivi di servizi di pedinamento e osservazione, le fiamme gialle del comando provinciale di Cosenza hanno notificato i provvedimenti restrittivi per i dipendenti della pubblica amministrazioni accusati di assenteismo presso alcuni uffici pubblici della città e in un comune del cosentino.

Le misure restrittive consistono soprattutto in obblighi di firma a carico degli indagati. L'inchiesta è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Cosenza.

(in aggiornamento)

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