Uso scorretto del cellulare provoca tumore: la sentenza

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L’uso eccessivo, scorretto, del cellulare può provocare un tumore al cervello. Lo ha stabilito il 30 marzo scorso il Tribunale di Ivrea condannano l'Inail a corrispondere una rendita vitalizia per malattia professionale al dipendente di un'azienda al quale, dopo 15 anni di uso smodato del cellulare per esigenze di lavoro, è stato diagnosticato un cancro non maligno ma invalidante.

Secondo quanto emerso in tribunale l’uomo usava il telefonino per oltre tre ore al giorno. La storica sentenza - è la prima volta che viene riconosciuta una correlazione tra uso, seppur scorretto, del cellulare e tumore - è stata resa nota dagli avvocati del lavoratore. Secondo il giudice del lavoro di Ivrea il cancro contratto dall'uomo è stato causato dall'uso scorretto del telefono cellulare per motivi di lavoro. "Speriamo che la sentenza spinga ad una campagna di sensibilizzazione, che in Italia non c'è ancora" dice ora uno dei legali dell’uomo, l'avvocato Stefano Bertone.

Il lavoratore che ha vinto la causa, R.R., commenta: "Non voglio demonizzare l'uso del telefonino, ma credo sia necessario farne un uso consapevole. Ero obbligato a utilizzare sempre il cellulare per parlare con i collaboratori e per organizzare il lavoro. Per 15 anni ho fatto innumerevoli telefonate anche di venti e trenta minuti, a casa, in macchina. Poi ho iniziato ad avere la continua sensazione di orecchie tappate, di disturbi all'udito. E nel 2010 mi è stato diagnosticato il tumore. Ora non sento più nulla dall'orecchio destro perché mi e' stato asportato il nervo acustico".

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