Londra, presidente moschea Finsbury Park: "ci sentiamo in pericolo"

Ora i musulmani si sentono in pericolo. Dopo l’ultimo attentato terroristico registrato a Londra, questa mattina, davanti alla moschea di Finsbury Park, dove un furgone guidata da un 48enne si è lanciato contro fedeli davanti al luogo di culto provocando un morto e 8 feriti, il presidente della moschea dice che l’attacco è il risultato dell’aumento dell’intolleranza e del clima di sospetto nei confronti dei musulmani.

Secondo Mohamed Kozbar "Le persone si sentono in pericolo perché dopo gli attacchi di Londra e Manchester islamofobia e crimini d'odio sono aumentati del 70%, una cosa davvero preoccupante per la comunità musulmana". Kozbar aggiunge di aver visto comunque dei cambiamenti positivi nell'atteggiamento del governo.

"Abbiamo visto che all'inizio erano riluttanti a chiamarlo un attacco terroristico, ora la premier ha detto che potrebbe essere terrorismo e questo è uno sviluppo positivo. Ora dobbiamo intervenire, spero ci sia una riunione di emergenza".

La moschea di Finsbury Park è già nota alla cronache perché qui, prima di essere allontanato nel 2003, teneva i suoi sermoni l’imam radicale Abu Hamza Al Masri, poi arrestato per istigazione all’omicidio e odio razziale. "Non è utile che i media ne parlino perché non ha niente a che fare con l’attacco (…) quando la gente viene uccisa e ferita, e su questo dovremmo concentrarci, noi non dovremmo andare indietro di 12 o 13 anni parlando di cosa accadeva a Finsbury park, perché ora è completamente cambiata” dice ancora il presidente della moschea presa di mira.

In manette quale autore dell’attentato è stato arrestato un 48enne che ora sarà sottoposto a perizia psichica secondo quanto comunicato dalle autorità inglesi subito dopo il fermo. L’uomo era stato bloccato già dalla folla prima dell’arrivo della polizia.

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