Cina, morto il dissidente Liu Xiaobo

14 luglio 2017, ore 15:49 - Il governo cinese sta censurando ogni tipo di omaggio fatto su internet, in particolare tramite il social network più usato dai cinesi, Weibo. Non è possibile pubblicare l'emoticon delle candele, il classico RIP, rest in peace (riposa in pace), niente che renda omaggio alla morte dell'attivista. Tutto viene archiviato come "contenuto illegale".

"Era un criminale che ha violato la legge cinese ed era stato condannato al carcere nel rispetto della legge. La Cina è uno stato di diritto, ognuno è uguale di fronte alla legge. Chiunque la violi, viene punito"

ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri dando voce al fastidio generalizzato del governo per quelle che vengono considerate interferenze di Paesi stranieri. Ma altre voci cinesi si alzano nitide per difendere l'attivista, voci che portano avanti il suo impegno per i diritti umani, come quella di Chen Guangcheng, dissidente fuggito negli Stati Uniti, che attacca il governo: "Lu Xiaobo è stato ucciso dal partito comunista cinese serve una indagine internazionale per scoprire cosa hanno fatto".

14 luglio 2017, ore 08:46 - Nel rendere nota la notizia della morte del dissidente cinese Liu Xiaobo il governo di Pechino ha omesso completamente il fatto che lo stesso Xiaobo, prigioniero e in fin di vita da mesi, avesse vinto il Premio Nobel per la Pace, menzionando unicamente i reati per i quali era stato condannato.

L’attivista cinese e premio Nobel per la pace Liu Xiaobo è morto ieri a 61 anni: era ricoverato da giorni in un ospedale del Nordest della Cina, dove era stato trasferito dal carcere per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute, provate da un cancro allo stadio terminale. Da piazza Tienanmen in poi, ha sempre lottato per i diritti e la democrazia. Una battaglia che gli è costata diverse condanne in carcere, la più dura l’ultima, nel 2009, quando è stato condannato a 11 anni per incitamento “al sovvertimento dello Stato”.

La sua colpa aver firmato un documento insieme con altri dissidenti in cui chiedeva la fine del partito unico e il rispetto dei diritti umani. Un impegno che nel 2010 gli è valso il premio Nobel per la pace.Sul suo corpo nelle ultime settimane si è combattuta l’ultima battaglia; il governo cinese gli ha negato la possibilità di andare all’estero per farsi curare, nonostante la richiesta della famiglia, facendolo morire piantonato in un ospedale.

Protestors call for the release of cancer-stricken Chinese dissident Liu Xiaobo, who was given medical parole earlier this week but remains on the mainland outside the Chinese embassy in central London on July 1, 2017.  / AFP PHOTO / Daniel LEAL-OLIVAS        (Photo credit should read DANIEL LEAL-OLIVAS/AFP/Getty Images)

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