Corruzione, Cantone: "Serve una legge per tutelare whisteblower"

Il presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione (Anac) Raffaele Cantone ha firmato questa mattina a Roma, in piazza della Rotonda, la petizione di Riparte il Futuro e Trasparency International a sostegno della legge sulla tutela del whistleblower, una legge già approvata alla Camera e incagliatasi al Senato utile a tutelarei whistleblower, cittadini che segnalano casi di corruzione e che per questo motivo restano isolati e, spesso, si ritrovano in grosse difficoltà.

Riparte Il Futuro si batte da anni sul tema corruzione: dapprima promuovendo una legge che colpisca duramente e in maniera chiara questo reato che, in Italia, è percepito come uno dei più antipatici e diffusi - sopratutto nella pubblica amministrazione e nelle società partecipate - e successivamente per fare sì che la legge venisse calendarizzata, discussa approvata. Il voto della Camera di qualche mese fa è stato salutato come un risultato importante dall'associazione, che tuttavia non ha mancato di tenere alta l'attenzione sui lavori del Senato, attualmente fermi al palo. Per questo motivo Riparte Il Futuro ha promosso un evento in chiave quasi "situazionista" proprio davanti al Pantheon, portando successivamente le firme raccolte dalla loro petizione online al presidente del Senato Grasso.

Sono state già raccolte oltre 60mila firme.

"Non si tratta di tutelare chi denuncia anonimamente, il wistleblower è un soggetto che ci mette la faccia. Chiudere questa iniziativa legislativa sarebbe un gesto importante da parte del Parlamento" ha spiegato Cantone. E poi una norma a tutela del whistleblower "va fatta anche per sfatare l'idea che qualcuno vuole far passare che qui si sta facendo delazione. La riforma è indispensabile e noi la riteniamo un passo avanti necessario nella lotta alla corruzione".

"Le esperienze pratiche dimostrano molto spesso che chi denuncia si trova isolato all'interno del proprio lavoro e all'esterno. [...] Non essendoci una tutela il lavoratore rischia di avere danni significativi. Questo è un istituto che fa fatica ad essere inserito nel nostro panorama culturale non è un caso che non riusciamo a trovare nemmeno un nome in italiano, perchè tutte le parole tradotte dall'inglese finiscono per avere un'interpretazione negativa e poi perchè da noi chi collabora viene considerato un delatore, un personaggio poco affidabile che mette in discussione l'armonico funzionamento degli uffici"

ha dichiarato il Presidente dell'anticorruzione ai giornalisti presenti.

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