Immigrazione, l'UE rivede Dublino mentre Tusk e Juncker chiedono più risorse

Ieri la Commissione libertà civili del parlamento europeo ha dato il primo via libera alla modifica del regolamento di Dublino, il sistema comune in materia d’asilo: la novità più importante di questa revisione, che necessiterà di altri lunghi mesi di gestazione prima di diventare attiva, attiene al principio del paese di primo ingresso, che è stato di fatto abolito, mentre un'altro aspetto largamente rivisto attiene l’introduzione di un sistema automatico e permanente di ricollocamenti in tutti i paesi dell’Unione europea secondo un sistema di quote.

Bene o male quanto diversi governi UE, tra cui l'Italia, chiedono da anni. Come spiega Annalisa Camilli su Internazionale con la decisione di ieri il criterio del primo paese di accesso viene sostituito con un meccanismo permanente e automatico di ricollocamento secondo un sistema di quote, a cui sono tenuti a partecipare obbligatoriamente tutti gli stati membri dell’Unione europea.

Durante il Consiglio europeo a Bruxelles di questa mattina invece , il presidente Donald Tusk ha elogiato l'impegno dell'Italia nell'arginare i flussi migratori, una situazione che sta migliorando, e ha chiesto ai leader degli Stati Ue più fondi per i prossimi anni: "L'Italia ci aiuta, e noi dobbiamo fare altrettanto con l'Italia", ha detto Tusk.

Anche il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker ha sottolineato l'importanza delle risorse da stanziare per il Fondo per l'Africa per i prossimi anni: "C'è stata una riduzione degli arrivi dalla Libia del 25 per cento". L'anno scorso arrivavano oltre 1000 barche al giorno, oggi meno di 200, ha ricordato Juncker spiegando che è stato fatto molto per raggiungere questi risultati, lavorando con le Ong e cercando di spezzare il "business model" dei trafficanti.

La linea dell'Italia è passata anche in commissione libertà civili del Parlamento europeo che ha dato il primo via libera alla modifica del regolamento di Dublino firmata dalla relatrice svedese Cecilia Wikstrom. Il testo è passato con 43 sì e 16 no. Novità principale è l'abolizione del principio del Paese di primo ingresso e l'introduzione di un sistema automatico e permanente di ricollocamenti in tutti i Paesi dell'Ue.

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