Migranti: orribile strage nel Mediterraneo, 50 morti

La Marina Italiana si è trovata nel bel mezzo di uno scontro tra ONG e marina libica

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Si è consumato un dramma nel Mediterraneo a pochi chilometri dalle coste italiane, dalla salvezza. Un’imbarcazione di migranti si è trovata in mezzo alla lotta tra la marina libica e la ONG tedesca Sea Watch. Da un lato i militari che cercavano di riportare in Libia i migranti sfuggiti ai controlli. Ad attenderli ci sarebbero state la galera e torture senza fine.

Dall’altro c’era la Sea Watch che voleva dire Italia e salvezza. Nel mezzo uomini, donne e bambini che nella gran parte dei casi non sanno nuotare. Le scene che si sono presentate agli occhi degli uomini della Marina Italiana che hanno sorvolato la zona sono esagerate anche per un film horror. Cadaveri galleggianti e persone che imploravano aiuto davanti agli occhi dei libici con il personale della ONG che non poteva avvicinarsi.

Esseri umani trascinati via a tutta velocità dalle motovedette, famiglie spezzate o interamente inghiottite dalle acque. Alla fine il bilancio è terribile. Una cinquantina di dispersi in mare tra cui un bambino di due anni che è andato giù come un sasso. Quarantadue ripescati dalla marina libica e riportati indietro. Pochi altri salvati.

Le dichiarazioni di un italiano imbarcato sulla Sea Watch valgono più di mille fotografie: “È stata una cosa straziante. E la colpa è di tutti noi, degli italiani, degli europei che supportiamo questo sistema. Quelle navi libiche le paghiamo noi. Quando ho raccolto dall'acqua il corpo di quel bambino, ho toccato davvero il fondo dell'umanità”.

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