Gerusalemme capitale, tensione all'ONU

19 dicembre 2017, ore 15:21 - “Un insulto che non dimenticheremo mai”.

Così l’ambasciatrice degli Stati Uniti alle Nazioni Unite, Nikky Haley ha definito la proposta dell’Onu di mettere ai voti una risoluzione di condanna contro la scelta della Casa bianca di riconoscere Gerusalemme come capitale d’Israele; proposta cha ha raccolto 14 adesioni su 15 voti disponibili.

Dopo il voto gli Stati Uniti hanno messo il loro veto, sottolineando il continuo e costante impegno finanziario di Washington nei confronti del popolo palestinese.

“Gli Stati Uniti non sono mai stati più impegnati per la pace in Medioriente; ci siamo impegnati prima che il presidente annunciasse il riconoscimento di Gerusalemme come capitale d’Israele e continuiamo a assere impegnati oggi”

Ha spiegato Haley. Intanto, però, il vicepresidente americano Mike Pence ha deciso di rinviare il suo controverso viaggio in Medioriente, almeno formalmente, per presenziare al voto al Senato sulla riforma fiscale.

La visita prevedeva tappe al Cairo e a Gerusalemme.Pence avrebbe dovuto pronunciare un discorso di fronte alla Knesset, il parlamento israeliano. Ufficialmente, però, la Casa bianca ha assicurato che la dilazione non sarebbe in alcun modo collegata alle violenze e alle tensioni diplomatiche prodotte dalla decisione di Trump su Gerusalemme che ha modificato decenni di orientamento della politica estera americana.

18 dicembre 2017 - Migliaia di palestinesi sono scesi in piazza a Ramallah, in Cisgiordania, una ventina di Km a nord di Gerusalemme, per protestare contro la scelta del presidente americano, Donald Trump di riconoscere proprio Gerusalemme come capitale dello Stato d’Israele, spostandovi da Tel Aviv la sede dell’ambasciata americana.

Nel frattempo, Fatah, il movimento del presidente dell’Autorità palestinese Abu Mazen (Mahmoud Abbas), ha lanciato un appello a tutti i palestinesi a manifestare mercoledì 20 dicembre 2017 contro la visita a Gerusalemme del vicepresidente Usa, Mike Pence che ha annullato la parte del suo viaggio nelle zone palestinesi, dopo che Abu Mazen si è rifiutato di riceverlo come segno di protesta.

In tantissimi, intanto, hanno partecipato ai funerali dei quattro palestinesi uccisi negli scontri con i soldati israeliani in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza durante il venerdì della collera, indetto contro la decisione di Trump.

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