Marò, dal 22 ottobre il processo all'Aja per la giurisdizione del caso

Il Tribunale arbitrale dell'Aja dovrà decidere chi, tra Italia e India, ha la giurisdizione per giudicare i due marò.

La vicenda dei due Marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre è tutt'altro che conclusa. I due fucilieri italiani sono rientrati in Italia ormai da diverso tempo - Girone dal 28 maggio 2016 e Latorre dal 13 settembre 2014 - ma il processo per la morte dei pescatori indiani Valentine e Ajeesh Pink non c'è ancora stato.

Il 22 ottobre prossimo si aprirà il processo davanti al Tribunale arbitrale dell'Aja, chiamato a stabilire chi tra Italia e India ha davvero la giurisdizione per giudicare i due marò per quell'episodio avvenuto il 15 febbraio 2012.

Francesco Azzarello, l'agente del governo italiano affidato al caso dell'Enrica Lexie, ha spiegato all'ANSA che il dibattimento durerà circa due settimane, mentre per la sentenza bisognerà attendere la prossima primavera, in linea con la prassi giuridica internazionale:

Il 9 marzo abbiamo depositato l’ultima delle memorie, in totale tre italiane e due indiane, frutto di un intenso e complesso lavoro di un anno e mezzo condotto in un indispensabile riserbo. Siamo quindi in una fase cruciale del procedimento e tutti dobbiamo rimanere concentrati sul lavoro giuridico.

L'ultima sentenza del tribunale arbitrale presso la Corte permanente di arbitrato, arrivata nell'aprile 2016, aveva permesso il rientro in Italia di Salvatore Girone, stabilendo però che "l'Italia è comunque soggetta all'obbligo di restituire Girone all'India nel caso in cui il tribunale arbitrale decida che l'India ha giurisdizione su di esso".

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