Autobomba a Limbadi: perquisizioni a tappeto. C'è anche un arresto

Arrestato un vicino della vittima, ma per ora non è direttamente collegato all'omicidio

Attentato a Limbadi

Aggiornamento martedì 10 aprile 2018 - Dopo l'autobomba di ieri che ha ucciso Matteo Vinci nelle campagne di Limbadi, le forze dell'ordine hanno avviato interrogatori, sequestri e perquisizioni.
In particolare è stata perquisita la casa dei vicini dei Vinci, con cui la vittima e i suoi genitori avevano una disputa in corso dopo una rissa del 2014. Si tratta di Sara Mancuso che è la sorella dei boss dell'omonima cosca di Limbadi. In casa sua è stato trovato un fucile appartenente al marito, Domenico Di Grillo, che è stato arrestato per possesso abusivo di arma da fuoco, in quanto privo del porto d'armi. Tuttavia questo arresto non è direttamente collegato all'omicidio con l'autobomba, anche se permetterà agli inquirenti di portare avanti ulteriori accertamenti.

Autombomba a Limbadi: un morto


Lunedì 9 aprile 2018 - A Limbadi, in provincia di Vibo Valentia, è esplosa oggi un'autobomba in località Cervolaro, in piena campagna. Un uomo è morto e un altro è rimasto ferito gravemente: la vittima è Matteo Vinci, 42enne che si era candidato alle ultime elezioni comunali con la lista "Limbadi libera e democratica", il ferito è suo padre Francesco Vinci di 73 anni.

L'auto che è esplosa è una Ford Fiesta alimentata a metano. Inizialmente si è pensato a un incidente, proprio legato al tipo di alimentazione dell'auto, ma poi gli artificieri dei carabinieri sono arrivati alla conclusione che la causa dell'esplosione è stata una bomba ed è molto probabile fosse collocata nel vano portabagagli.

Secondo la Dda di Catanzaro, c'è lo zampino della 'ndrangheta, infatti gli inquirenti sostengono che nella zona "le cosche stanno alzando il livello". Limbadi è un paesino spesso al centro di inchieste della procura antimafia.

La vittima, Matteo Vinci, era un ex rappresentante di medicinali ed stata arrestata una volta, nel 2014, insieme con i suoi genitori, a causa del coinvolgimento in una rissa con i vicini di casa per motivi legati ai confini dei rispettivi terreni.

Il prefetto di Vibo Valentia Guido Longo ha convocato per domani mattina una riunione urgente del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica. A preoccuparlo, negli ultimi giorni, non solo l'attentato di oggi, ma anche un grave sfregio a Soriano Calabro ai danni del monumento dedicato a Filippo Ceravolo e a tutte le vittime della criminalità organizzata.

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