Appalti truccati: ai domiciliari due sindaci della Bergamasca

arrestati sindaci nella bergamasca

13.17 - Secondo gli inquirenti il sindaco di Foppolo e quello di Valleve, quest'ultimo definito dal gip il "braccio destro" del primo, avrebbero percepito in modo indebito contributi regionali per circa 3 milioni e 290mila euro falsificando spese e investimenti per oltre 16 milioni di euro. Sottoposta all'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria anche la moglie del sindaco di Foppolo. Entrando nel merito delle accuse, gli investigatori sarebbero risaliti a un trasferimento di 700.000 euro dalla fallita Brembo Super Ski a una società di Hong Kong, per presunte attività di ricerca, trasferimento con cui sarebbero strai distratti fondi in danno dei creditori. I pm hanno acceso i riflettori anche su una gara d’appalto bandita dall'amministrazione comunale di Foppolo per riposizionare una telecabina che era sta distrutta da un incendio doloso lungo il tracciato Ronchi-Montebello nell'estate di due anni fa.

Avrebbero truccato appalti i due sindaci della Bergamasca arrestati e posti ai domiciliari questa mattina in un'operazione condotta dai militari della Guardia di Finanza. Gli arrestati sono i sindaci di Foppolo e Valleve, ex amministratori della società partecipata Brembo Super Ski. I due sindaci sono tra l'altro accusati di falsificazione di atti pubblici, di abuso d'ufficio e di bancarotta fraudolenta per il fallimento della Brembo.

Secondo gli inquirenti i due sindaci arrestati nella bergamasca avrebbero realizzato le condotte illecite contestate grazie alla complicità di una dipendente del Comune di Foppolo e di due professionisti. I tre presunti complici sono destinatari di misure cautelari ed interdittive.

I due sindaci sempre secondo le indagini della Guardia di Finanza coordinate dalla locale procura avrebbero organizzato un sistema per manipolare le gare d'appalto e ottenere fondi pubblici in danno della regione Lombardia. Accuse pesanti per i due primi cittadini, ancora tutte da provare. Il blitz è stato messo a segno dai finanzieri del Nucleo di polizia economica con la collaborazione dei carabinieri della Compagnia di Zogno per un'inchiesta coordinata dal pubblico ministro Gianluigi Dettori.

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