Harvey Weinstein si consegna alla polizia. Rilasciato su cauzione e con braccialetto elettronico

16.28 - La cauzione per Harvey Weinstein è stata fissata in 1 milione di dollari. L'ex produttore incriminato per stupro e per altri reati a sfondo sessuale ai danni di due donne dovrà portare il braccialetto elettronico, pratica comune per i sex offenders che vengono rilasciati in attesa del processo. A Weinstein è stato anche ritirato il passaporto.

15.05 - Weinstein esce dal NYPD di Lower Manhattan scortato e in manette come mostra Reuters sul suo canale Twitter

14.41 - Il primo Dipartimento di polizia di New York precisa che Weinstein dovrà rispondere delle accuse di stupro, molestie, abusi e crimini sessuali in relazione a due distinti casi.

Harvey Weinstein si è consegnato alla polizia di New York. L'ex famoso produttore americano coinvolto nello scandalo molestie e abusi su attrici star di Hollywood passa da un rehab in California, dove era andato per disintossicarsi dalla dipendenza dal sesso, al commissariato di Lower Manhattan. L'avvocato Benjamin Brafman ha detto che Weinstein è adesso molto "solo e arrabbiato".

Weinstein rischierebbe due incriminazioni, per ora, una per un'aggressione sessuale del 2004 e un'altra per la denuncia dell'attrice Lucia Evans che ha accusato l'ex produttore americano di averla costretta a fare del sesso orale. La cauzione secondo la Cnn sarà di 2 milioni di dollari.

Le altre decine di accuse mosse in questi ultimi mesi nei confronti di Weinstein difficilmente avranno delle conseguenze penali per l'ex imprenditore: nelle grande maggioranza dei casi sono scaduti i termini entro i quali, nei vari stati degli USA, è possibile presentare denuncia per abusi sessuali o violenza sessuale.

New York, procuratore che fece causa a Weinstein si dimette: è accusato di abusi da quattro donne

8 maggio 2018

Da accusatore ad accusato e per lo stesso reato: è la storia di Eric Schneiderman, procuratore generale di New York, che ha aderito al movimento #MeToo e ha fatto causa alla società del produttore Harvey Weinstein per non aver tutelato le proprie dipendenti da molestie e intimidazioni. Ebbene ora proprio Schneiderman è accusato dello stesso reato, ossia abusi sessuali ai danni di quattro donne. Due di loro, Michelle Manning Barish e Tanya Selvaratnam, hanno fatto delle rivelazioni al New Yorker dicendo che Schneiderman le ha picchiate più volte, senza il loro consenso, spesso in stato di ebrezza. Selvaratnam ha anche detto che lui l'avrebbe minacciata che l'avrebbe fatta seguire o avrebbe fatto intercettare i suoi telefoni e anche che avrebbe potuto ucciderla se avesse rotto con lui.

Un portavoce di Schneiderman ha detto che non ci sono mai state minacce e il procuratore ha ammesso di aver preso parte a "giochi di ruolo e altre attività sessuali consenzienti", ma nega che ci siano stati abusi e aggressioni. Lo scandalo che lo ha travolto lo ha comunque costretto a dimettersi. Anche il governatore del Stato di New York Andrew Cuomo gli ha chiesto di lasciare il suo incarico.

Schneiderman è un democratico e convinto oppositore dell'attuale Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Aveva elogiato il New Yorker per gli articoli su Weinstein e ora proprio il New Yorker lo inchioda con un articolo di Jane Mayer e Ronan Farrow, quest'ultimo figlio di Mia Farrow e Woody Allen che ha già firmato gli altri articoli sugli scandali di Hollywood da cui è poi scaturito il movimento #MeToo.

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