Sana Cheema, la ragazza morta in Pakistan, è stata strangolata: il padre ha confessato

L'autopsia conferma che si è trattato di omicidio.

Omicidio Sana Cheema

10 maggio 2018, 8.30 - La stampa pachistana ha riferito che il padre della giovane Sana Cheema, arrestato tre settimane fa con l'accusa di aver ucciso la figlia durante il suo ultimo soggiorno in Pakistan, avrebbe fornito una piena confessione.

L'uomo, cittadino italiano come sua figlia, avrebbe agito perchè, come emerso fin dai primi istanti, la 25enne aveva una relazione con un ragazzo italiano e aveva così rifiutato un matrimonio combinato dal genitore. L'omicidio è avvenuto durante un breve soggiorno della famiglia in Pakistan e, secondo quando ammesso dall'uomo, sarebbe stato compiuto con l'aiuto di uno degli altri figli.

Padre e figlio, in definitiva, avrebbero strangolato la giovane Sana fino a romperle l'osso del collo ed ucciderla, come confermato poche ore fa dai risultati dell'autopsia.

9 maggio 2018 - Sana Cheema, la ragazza di 25 anni italo-pakistana uccisa nel suo Paese d'origine a metà aprile, sarebbe stata strangolata. È quanto emerge dall'autopsia eseguita presso il Laboratorio forense del Punjab. Ricordiamo che la giovane era cresciuta in Italia e risiedeva a Brescia, dove lavorava e si occupava di pratiche automobilistiche. Perfettamente integrata in Italia, dove si era trasferita fin da bambina con la famiglia, ogni tanto tornava in Pakistan per stare con i parenti. Ed è proprio durante uno dei suoi viaggi in patria che ha perso la vita.

Inizialmente si era parlato subito di omicidio, perché la notizia è stata diffusa dalla comunità pakistana in Italia, che era a conoscenza degli attriti tra la ragazza e i suoi famigliari che volevano che si prestasse a un matrimonio combinato, mentre la giovane era innamorata di un ragazzo italo-pakistano di Brescia come lei. In seguito dal Pakistan hanno fatto sapere che la sua morte era stata archiviata come morte naturale e che si era sentita male per strada, ma i suoi amici in Italia non ci hanno mai voluto credere.

Ora arriva la conferma dell'autopsia che si è effettivamente trattato di omicidio. Il padre Ghulam Mustafa, il fratello Adnan Mustafa e lo zio Mazhar Iqbal sono in carcere già da alcune settimane perché sono i principali indiziati per l'omicidio. Dagli esami è emerso che la ragazza aveva l'osso del collo rotto e questo fa pensare a una morte per strangolamento.

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