Terrorismo, De Raho: "Nessun attentato in Italia grazie a esperienza antimafie e al monitoraggio"

Federico Cafiero De Raho

L'attentato avvenuto ieri sera a Parigi ha riacceso la paura del terrorismo in Francia, così come nel resto d'Europa. L'Italia è l'unica tra le principali nazioni in Europa a non essere stata toccata direttamente dal terrorismo islamico. Sappiamo che alcuni attentatori che hanno colpito in altri luoghi sono transitati in Italia, oppure ci hanno addirittura vissuto.

In molti si chiedono perché non ci siano stati attentati nel nostro Paese che, soprattutto agli occhi dei fondamentalisti islamici, rappresenta la roccaforte del cristianesimo; un attentato in Italia avrebbe quindi un valore simbolico anche superiore. Per il momento, fortunatamente, il nostro Paese si è potuto limitare ad un lavoro di monitoraggio e prevenzione.

Il procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Federico Cafiero De Raho, è convinto che il merito sia da attribuire al lavoro di forze di polizia e magistratura, che hanno un'esperienza ampissima nella lotta contro le mafie: "Ho ripetutamente affermato che, probabilmente in Italia nulla fino ad oggi si è verificato perché vi è non solo una specializzazione delle forze di polizia e della magistratura, solidificata e stratificata grazie all'esperienza cinquantennale del contrasto alle mafie, ma anche perché vi è un monitoraggio altissimo: in tantissimi casi, si è riusciti a prevenire azioni o attentati".

Il procuratore ha però contestualmente lanciato un allarme. La giustizia e le forze dell'ordine hanno bisogno di risorse per continuare a svolgere il proprio lavoro in modo efficace: "Non è pensabile il risparmio, la giustizia non funzionerà mai se non ci sono gli uomini sufficienti. La giustizia necessita certamente di risorse, innanzitutto umane. Pensare che l'informatizzazione di per sé consenta di eludere il problema fondamentale che e quello del personale è da escludere totalmente".

Le risorse finanziarie sono fondamentali, ma sussiste anche la necessità di rinforzare gli organici della magistratura: "Il numero dei magistrati è tale che non riesce a coprire gli organici e se il numero dei procedimenti è sicuramente di gran lunga superiore rispetto a quelli pendenti in altri Paesi, è evidente che questo richiede magistrati e personale in numero adeguato".

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