Vibo: il presunto pluriomicida si è consegnato in carcere

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Francesco Olivieri, il presunto killer che nel vibonese ha ucciso la scorsa settimana due persone e ne ha ferito altre tre, si è costituito in carcere la scorsa notte. Olivieri venerdì pomeriggio, armato di un fucile, avrebbe prima sparato contro un’auto e poi contro cinque diverse persone, in due distinti momenti, a Limbadi e Nicotera.

Dopo 5 giorni di ricerche senza esito da parte delle forze dell’ordine, che hanno scandagliato le campagne tra Vibo e Rosarno, Olivieri si è consegnato di sua volontà presso il carcere di Vibo Valentia. Una volta avvisati i carabinieri, nel penitenziario è arrivato il pm di turno della locale procura per l’interrogatorio che sarebbe durato tutta la notte.

I carabinieri di Vibo Valentia avevano trovato la Fiat Panda di Olivieri, incendiata, poche ore prima che l’uomo si costituisse. La vettura era stata abbandonata in località Colarizzi, a una trentina di km dal carcere di Vibo. Nessuna traccia però all’interno dell’auto del fucile che l’uomo avrebbe usato per aprire il fuoco e uccidere Giuseppina Mollese, di 80 anni, e Michele Valerioti, di 68, raggiunti nelle loro case e freddati dal killer a distanza ravvicinata.

Ancora buio sul movente. Nulla è trapelato per ora da ambienti investigativi dopo il primo interrogatorio di Olivieri che avrebbe comunque risposto alle domande: si era parlato nei giorni scorsi di una possibile vendetta maturata per anni, ma ora sarà compito degli inquirenti accertare cosa abbia armato la mano del presunto killer. Quel che si sa per certo è che circa venti anni fa il figlio di Giuseppina Mollese venne ucciso in un agguato così come il fratello di Francesco Olivieri, morto ammazzato nel 1997. Chi indaga dovrà chiarire eventuali collegamenti tra quei fatti di sangue e quelli di venerdì scorso.

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