Barcone affonda nel Mar Egeo: sette morti di cui tre bambini

Migranti Egeo

Un'altra strage di migranti nel Mar Egeo e ancora bambini deceduti. Sono almeno sette i migranti afghani che sono morti nel naufragio di un barcone che si stava dirigendo dalla costa turca di Ayvacik verso l'isola greca di Lesbo.
Pronto l'intervento della guardia costiera turca che allertata da alcuni pescatori è riuscita a salvare altri 13 migranti, 12 afghani e un iraniano.
Il tratto di mare che separa le coste turche da quelle greche continua a fare vittime. Turchia e Paesi UE hanno siglato due anni fa un accordo per fermare il flusso migratorio nel Mar Egeo, ma gli sbarchi non sono mai cessati: si parla di centinaia di arrivi al mese e con condizioni climatiche più favorevoli il flusso è destinato ad aumentare. A metà marzo scorso altre quattordici persone, tra cui quattro bambini erano stati risucchiati dalle acque nel sud-est del Mar Egeo per l'affondamento di un barcone che trasportava una ventina di migranti dalla costa turca a quella greca, vista come facile luogo di transito verso l'Europa centrale e settentrionale da parte di chi fugge da guerre, discriminazioni e fame o semplicemente da chi cerca condizioni di vita dignitose per sé e la propria famiglia. Una strage senza fine, un fenomeno sicuramente difficile da gestire e controllare ma che troppo spesso viene trattato più come materia di scontro politico ed elettorale che non come tema ed emergenza umanitaria, perenne, dei nostri giorni.

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