Napoli, condanna storica per i giovani boss di Forcella e dei Decumani

Tribunale di Napoli

Cinquecento anni di carcere complessivi per i giovanissimi boss della Camorra che per mesi si sono fatti la guerra nel centro di Napoli, tra la zona di Forcella e quella dei Decumani, lasciandosi alle spalle una lunga scia di sangue.

Tra le decine di imputati nel procedimento di secondo grado che si è concluso oggi davanti alla Corte d'Assise di Napoli c'erano anche i baby boss di Giuliano, nipoti e parenti degli storici boss della Camorra, tutti condannati. I giudici hanno anche deciso di assolvere 14 imputati e di concedere sconti di pena ad altri.

Tra le pene più alte ci sono i 20 anni di carcere inflitti a Luigi Vicorito e i 18 anni per Salvatore Del Prete, mentre Antonio Giuliano, Manuel Brunetti e Salvatore Cedola sono stati condannati a 16 anni di carcere.

Tra gli altri condannati, invece, troviamo: Salvatore Amirante (8 anni di carcere), Ciro Brunetti (12 anni), Cristiano Giuliano (7 anni), Daniele Giuliano (6 anni), Giuseppe Giuliano (12 anni), Guglielmo Giuliano (14 anni), Guglielmo Giuliano (11 anni), Luigi Giuliano Junior (14 anni), Manuel Giuliano (14 anni), Carmela De Rosa (6 anni).

Assoluzione, invece, per Giovanni D’Alpino, Ciro Catino e Salvatore Marino. D'Alpino e Catino erano stati condannati in primo grado per la loro presunta appartenenza al clan Giuliano, mentre Marino per la sua vicinanza al clan dei Mazzarella.

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