Omicidio Soumayla: l'uomo arrestato nega responsabilità

carabinieri

Oggi Antonio Pontoriero è stato interrogato durante l'udienza di convalida del fermo e non è rimasto in silenzio. L'uomo, accusato di aver ucciso il sindacalista maliano Soumayla Sacko, morto sabato pomeriggio per una fucilata, ha negato qualsiasi coinvolgimento nell'omicidio. Il suo legale, Francesco Muzzupappa, ha confermato le parole del suo assistito alla stampa: "Lui si dichiara assolutamente estraneo all'omicidio. Quel pomeriggio era nei pressi della Fornace per parlare con i braccianti senegalesi che abitano nella casupola che c'è sopra l'ex fabbrica".

Le parole di Pontoriero non hanno comunque convinto gli inquirenti, secondo i quali l'uomo avrebbe sparato per uccidere quelli che riteneva essere degli intrusi che avevano osato entrare nella zona dell'ex fabbrica abbandonata di San Calogero. Il 5 maggio scorso ai carabinieri di San Calogero è infatti arrivata una segnalazione da parte dei familiari di Pontoriero, arrabbiati proprio per la presenza di alcuni migranti nell'area dell'ex Fornace, come se gli stessi avessero violato una proprietà della famiglia. L'avvocato ha cercato di ridimensionare questo episodio: "lui sa perfettamente che non può vantare alcun titolo di proprietà su quell'area perché è sequestrata da tempo. La sua famiglia ha dei terreni in zona per questo, ha spiegato il mio assistito al giudice, era lì".

Davanti al giudice Pontoriero ha negato di aver esploso i colpi che hanno ucciso Soumayla Sacko e messo a repentaglio la vita di altri due braccianti, aggiungendo di non avere "nulla contro gli 'extracomunitari'" che anzi "spesso chiamava a lavorare nelle sue proprietà". La versione di Pontoriero stride però con quanto riferito dai due braccianti che si trovavano in compagnia della vittima sabato pomeriggio. I due hanno fornito una descrizione dettagliata dell'assassino, dei vestiti che indossava ed anche dell'auto che guidava.

Uno dei due braccianti, Drame Madiheri, è sicurissimo di quello che ha detto. Dopo gli spari è infatti corso alla ricerca di aiuto e si è avvicinato alla casupola abitata da due braccianti senegalesi. Proprio mentre parlava con uno di loro avrebbe visto tornare indietro Pontoriero, riconoscendolo come l'uomo che poco prima aveva esploso i colpi di fucile. In preda alla disperazione Drame Madiheri ha chiesto soccorso proprio a Pontoriero, che invece si è allontanato al volante della sua auto per "portare le chiavi di casa alla moglie", come ha riferito il suo avvocato.

Gli inquirenti, sicuri del quadro accusatorio, stanno attendendo solo la conferma definitiva data dai risultati dello stub, eseguito sulle mani dell'uomo, così come sui suoi vestiti oltreché sui sedili della sua auto.

Arrestato un 43enne di San Calogero

7 giugno 2018

Antonio Pontoriero, il 43enne di San Calogero indagato per l'omicidio di Soumayla Sacko, è stato arrestato. La Procura non ha atteso i risultati della prova dello stub e ne ha disposto il fermo, eseguito dai carabinieri della Compagnia di Tropea.

Indagato un 43enne

6 giugno 2018

C'è un indagato per l'omicidio di Soumayla Sacko. Si tratta di un agricoltore 43enne di San Calogero, nipote di uno dei soci della società proprietaria dell'ex fornace, e non sembrerebbe legato ad ambienti di 'ndrangheta, anche se ha qualche precedente per liti dovute a controversie su confini e proprietà. È comunque ritenuto una testa calda e sarà sottoposto al test dello stub per vedere se è stato lui a sparare.

Il Presidente Conte rende omaggio a Soumayla Sacko

5 giugno 2018

Il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte ha ricordato Soumayla Sacko durante il suo discorso programmatico davanti ai senatori. Tutta l'Aula si è alzata in piedi pr rendergli omaggio.

Martina: "Vicenda tragica, ora serve chiarezza"

4 giugno 2018

Rabbia e tensione in Calabria, a San Ferdinando (VV), alla manifestazione di oggi organizzata per protestare contro l'omicidio di Soumaila Sacko, il giovane maliano che si batteva per i diritti dei lavoraratori stranieri impegnati nella Piana di Gioia, ucciso in circostanze tutte da chiarire nel vibonese due giorni fa.

Al grido di "giustizia” e "schiavi mai” un gruppo di migranti che abitano nella tendopoli di San Ferdinando in cui viveva anche il 29enne assassinato con un colpo di fucile in testa, ha chiesto alle autorità cittadine di incontrare un rappresentante della Prefettura di Reggio Calabria. Oltre alla rabbia tra i migranti ora serpeggia anche la paura. Chi ha voluto la morte di Soumlia e perché? Scartate le primissime ipotesi che parlavano di un tentativo di furto, gli investigatori sono ancora "a caccia" del movente dell'omicidio.

A chiedere chiarezza sulla morte di Soumaila Sacko è oggi anche la politica nazionale con il segretario reggente del Pd Maurizio Martina che a Radio24 parla di “vicenda tragica e inquietante” augurandosi che la situazione non peggiori.

"Conosco la realtà di Rosarno, l'abbiamo seguita molto in questi anni perché abbiamo cercato di intervenire in quella realtà, ad esempio con la legge contro il caporalato. Speriamo che si faccia presto chiarezza e si individui il responsabile di questo omicidio" ha aggiunto Martina.

Vibo: ucciso con una fucilata in testa, due feriti

3 giugno 2018

Omicidio a San Calogero in provincia di Vibo Valentia dove ieri sera un giovane di 31 anni è stato ucciso a colpi di fucile mentre altre due persone sono state ferite.

La vittima è un migrante originario del Mali. Il ragazzo, soccorso dal personale del 118 e portato in ospedale prima a Polistena e poi a Reggio Calabria, sarebbe deceduto a seguito di un arresto cardiaco: una fucilata lo aveva colpito alla testa.

I due feriti, anche loro entrambi stranieri, sono stati raggiunti in diverse parti del corpo da colpi di fucile e sono stati ricoverati in ospedali della zona. Il fatto di sangue è avvenuto in contrada Calimera di San Calogero, vicino Rosarno, al confine tra la provincia di Vibo e quella di Reggio Calabria, quando erano circa le 20.30.

Tutte e tre le persone coinvolte vivevano secondo le prime informazioni in un'area che ospita una tendopoli per migranti dove soggiornano diversi lavoratori stagionali impiegati nei campi della piana di Gioia Tauro.

Sul movente dell'azione di fuoco indagato i carabinieri di Rosarno e Tropea che per ora non escludono alcuna ipotesi compresa quella che i tre stessero compiendo un furto. Ieri nell'immediatezza dei fatti la prefettura di Vibo aveva convocato d'urgenza un tavolo tecnico con cui è stata disposta una intensificazione dei controlli di polizia nell'area della tendopoli di San Ferdinando.

Vota l'articolo:
Nessun voto. Potresti essere tu il primo!  
  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO