Morire di selfie: il lungo elenco delle vittime da “scatto estremo”

I paesi con più vittime "da autoscatto" e i recenti casi di morti per un selfie in Italia.

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Morire per un selfie. L’ultimo episodio sarebbe avvenuto due giorni fa: un giovane di 22 anni è stato visto salire con il telefono in mano su un parapetto davanti Villa Geno, sul Lago di Como, per poi precipitare dopo pochi istanti in acqua. Un passante si è tuffato per cercare di salvarlo ma non c’è stato nulla da fare. La dinamica della tragedia è tuttora al vaglio degli investigatori che non hanno ancora appurato se il giovane, originario della Gallura e a Milano per studio, sia morto per farsi un selfie dopo aver perso l’equilibrio nel tentativo di scattarsi una foto "a filo d’acqua" o se si sia lanciato volontariamente nel lago.

Di certo c’è che l’elenco delle vittime da selfie, da scatto estremo, sono numerosissime: qualcosa come 170 persone all’anno nel mondo secondo le statistiche, la maggior parte sono adolescenti. Secondo i calcoli dell'università Carnegie Mellon della Pennsylvania solo in India i morti da selfie sono stati 76 nel 2016. Tra i paesi in cui si registrano più “selfie mortali” Stati Uniti, Pakistan e Russia.

Appesi a un cornicione, a ridosso di un precipizio, sui binari del treno poco prima del passaggio di un convoglio: tutto per condividere una foto sui social, per suscitare reazioni e prendere più like possibili. "L’ansia da condivisione" di recente è costata la vita ad almeno un’altra persona in Italia. Una ragazza di 31 anni del teramano, in escursione nel Parco nazionale del Gran Sasso, è scivolata due giorni fa da un costone roccioso precipitando nella cascata del Fosso della Cavata, a 1.700 metri di altitudine, mentre si scattava un selfie sulle montagne di Rocca Santa Maria.

Qualche giorno prima un’altra tragedia era capitata nel Torinese, in località Goja del Pis, in Val di Susa, sito naturale con una conca d’acqua di trenta metri e una cascata di 14 mt: qui un 20enne almese, artista circense dal futuro brillante, ha provato a saltare la cascata ma è finito in acqua ed è morto annegato. Il tutto sotto gli occhi dell’amico che stava riprendendo la scena e che è finto pure lui in acqua riuscendo però a salvarsi. Il salto che doveva immortalare in questo caso sarebbe dovuto servire per un concorso.

Ma c’è anche chi per macabro istinto di condivisione scatta foto e fa selfie davanti a luoghi teatri di terribili delitti (ricordate "le gite dell'orrore" ad Avetrana) piuttosto che davanti a una tragedia appena accaduta: come a Piacenza dove ieri un treno ha investito una donna e un giovane ha pensato bene di scattarsi un selfie con lo sfondo della poveretta, cui è stata poi amputata una gamba, stesa sui binari e attorniata dai soccorritori. La polfer ha poi obbligato il ragazzo a cancellare la foto.

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