Omicidio Pamela: revocato carcere a due nigeriani, ma restano dietro le sbarre

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Omicidio Pamela, il gip di Macerata ha deciso di revocare il carcere a carico di Lucky Awelima e Desmond Lucky, ma solo per le accuse di omicidio, vilipendio, distruzione e occultamento di cadavere. I due cittadini nigeriani erano stati arrestati inizialmente per concorso con Innocent Oseghale per l'omicidio di Pamela Mastropietro e il successivo smembramento del suo cadavere. I due rimangono comunque dietro le sbarre per lo spaccio di cocaina.

Nell’ordinanza, il Procuratore sottolinea allo stesso tempo che "non c'è l'archiviazione delle accuse" che pendono sul capo di Awelima e Lucky: i due nigeriani, dunque, rimangono in carcere lo spaccio di droga e non escono comunque nell’inchiesta per il massacro della 18enne romana uccisa e fatta a pezzi lo scorso 30 gennaio a Macerata.

A portare la Procura di Macerata alla scarcerazione di Awelima e Lucky per le accuse più gravi sono stati i risultati delle perizie telefoniche e quelle eseguite dal Ris che avrebbero escluso la presenza dei due nell’appartamento di via Spalato 124, dove è avvenuto l’omicidio di Pamela. Per le accuse di uccisione e smembramento di cadavere resta in carcere ad Ascoli Piceno solo Oseghale per il quale comunque anche il Tribunale del Riesame di Ancona, dopo il gip di Macerata, ha escluso l’accusa di violenza sessuale, rigettando la richiesta della Procura di applicare la custodia cautelare anche per questo reato.

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