Caso Cucchi, l'ex moglie del carabiniere: "mi raccontò che l'avevano pestato"

Anna Carino ha riferito che l'ex marito carabiniere in merito al pestaggio di Cucchi disse: "c'ero pure io, quante gliene abbiamo date"

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Caso Cucchi verso un punto di svolta? "Mi disse che la notte dell'arresto Cucchi era stato pestato, e aggiunse: c'ero pure io, quante gliene abbiamo date".

È quanto ha raccontato oggi in udienza Anna Carino, ex moglie di Raffaele D’Alessandro, uno dei quattro carabinieri alla sbarra per la morte di Stefano Cucchi, il giovane geometra arrestato a Roma il 15 ottobre 2009 per droga e morto all’ospedale Pertini una settimana dopo, in circostanze che il processo sta cercando di accertare. La testimonianza della Carino si aggiunge all'audio di una lite intercettata tre anni fa tra la donna e l'ex marito carabiniere, proprio in merito al presunto pestaggio, litigio poi messo a verbale dal pm.

Oggi la Carino in aula ha detto che: "Raffaele mi raccontò di un calcio che uno di loro aveva sferrato a Cucchi e che aveva provocato una caduta rovinosa. Al racconto, mi sembrò quasi divertito; rideva e, davanti ai miei rimproveri, mi rispondeva ‘Chill è sulu nu drogato e ‘m…’ . Non so dov’è avvenuto questo pestaggio e la caduta. Più volte gli ho chiesto il motivo, ma non mi hai risposto. Mi ha raccontato anche di altri pestaggi ad arrestati o a persone che avevano portato in caserma; anche se non si trattava di pestaggi di questo livello".

L’ex moglie del militare dell'Arma ha poi aggiunto che quando Raffaele vedeva la sorella di Stefano, Ilaria Cucchi, in televisione "la insultava".

La Carino è stata ascoltata anche in merito all’incidente probatorio che aveva cristallizzato le sue prime dichiarazioni ai pm: "Quando sono stata sentita avevo paura, temevo la sua reazione. Anche in passato aveva avuto reazioni violente, non è stato però mai aggressivo fisicamente. Raffaele è sempre stato un tipo molto aggressivo; quando indossava la divisa si sentiva Rambo".

Dopo aver mandato un messaggio all’ex marito per dirgli "che mi dispiaceva, ma non avrei potuto fare altro che dire la verità", i loro rapporti si sono "quasi azzerati" ha ammesso la donna.

Il mese scorso il maresciallo dei carabinieri Riccardo Casamassima aveva dichiarato in aula che un collega maresciallo in relazione all'arresto di Cucchi gli "confidò che c'era stato un casino perché un giovane era stato massacrato di botte dai ragazzi, quando si riferì ai 'ragazzi', l'idea era che erano stati i militari che avevano proceduto all'arresto".

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