Milano, omicidio Diallo: l'assassino si è consegnato

Assan Diallo

18 giugno 2018 - Si è consegnato ieri sera, intorno alle ore 22, l’assassino di Assan Diallo, il senegalese ucciso sabato sera in via delle Querce a Milano. Si tratta di Fabrizio Butà, 47enne di origini calabresi che ha confessato tutto. È stato proprio lui che con una pistola calibro 9 ha ferito mortalmente al petto e alla testa il senegalese sabato sera, nascondendo poi l’arma del delitto nella cantina della 36enne compagna con cui conviveva a casa della madre, nel quartiere Lavagna.

Butà ha giustificato così il suo folle gesto: “Assan infastidiva la mia fidanzata, le chiedeva continuamente soldi, anche pochi euro”. Dopo aver chiamato Diallo per dirgli di smetterla, ne sarebbe scaturita una lite telefonica al termine della quale il senegalese ha invitato quello che sarebbe stato poi il suo assassino, a risolvere la questione “faccia a faccia”. All’appuntamento, Butà si è presentato appunto con una pistola calibro 9 dalla quale sono partiti all’indirizzo del 54enne senegalese ben 10 colpi. Alla scena avrebbe assistito anche la compagna dell’uomo.

Butà, con dei precedenti per rapina e armi, nel 1998 fu arrestato per l’omicidio di Domenico Baratta, ucciso con un colpo di fucile a canne mozze, ma è uscito dal carcere nel 2013.

Milano | Ucciso il 54enne senegalese Assan Diallo

Omicidio ieri sera in strada a Corsico, alle porte di Milano. Erano quasi le 23 quando cinque colpi di pistola esplosi da ignoti hanno tolto la vita il 54enne Assan Diallo, cittadino senegalese residente in Italia insieme alla moglie e alla figlia di undici anni.

Ignoti, non è chiaro al momento se sia stata una sola persona ad agire, hanno aperto il fuoco contro l'uomo, mentre si stava recando a casa. Diallo è stato raggiunto da due colpi alla testa, due al torace e uno al braccio. Per lui non c'è stato nulla da fare, i soccorsi subito giunti sul posto non hanno potuto far altro che constatare il decesso.

Gli inquirenti stanno indagando a 360 gradi e tra le piste battute c'è anche quella dell'omicidio a sfondo razziale. Pochi i dubbi che si sia trattato di una vera e propria esecuzione e non è escluso che l'agguato abbia dei collegamenti con un'aggressione verbale avvenuta il giorno prima, quando Diallo era stato insultato per il colore della pelle e aggredito mentre stava rincasando.

L'uomo lavorava per la sicurezza di alcuni locali della zona ed è stata sua moglie Olivia a denunciare alle autorità l'aggressione subita meno di 24 ore prima dell'omicidio: "Ieri ha litigato con un uomo che l’ha seguito fino a casa. Lo aveva offeso e insultato per il suo colore della pelle".

Ogni pista al momento viene ritenuta valida e gli inquirenti stanno scavando nella vita della vittima, cercando di ricostruire le frequentazioni degli ultimi giorni e gli incontri delle ultime ore.

Foto | Facebook

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