Caserta, spari a due immigrati al grido di "Salvini!". De Magistris: "L'odio alimenta odio"

Secondo quanto raccontano il Centro Sociale ex Canapificio di Caserta e la Caritas diocesana, lo scorso 11 giugno Daby e Sekou, due ragazzi maligni che sono in Italia da due anni e sono beneficiari del progetto SPRAR del Comune di Caserta, sono stati vittime di un episodio razzista. Al grido di "Salvini, Salvini!" tre ragazzi italiani a bordo di una Fiat Panda nera li avrebbero avvicinati e avrebbero sparato loro con una pistola ad aria compressa. Uno dei due, Daby, che ha un permesso di soggiorno per motivi umanitari rilasciatogli dalla commissione territoriale per la protezione internazionale di Caserta, è stato ferito lievemente al torace e ha rimediato due giorni di prognosi, ma hanno sparato anche verso Sekou, solo che fortunatamente il colpo è andato a vuoto.

Un'operatrice legale e l'avvocato difensore Francesco Pugliatti hanno accompagnato i due ragazzi maliani sono andati a sporgere querela ed è stato chiesto il sequestro di una telecamera della zona che potrebbe aver ripreso tutto. I responsabili del Centro Sociale ex Canapificio, che insieme con la Comunità Rut delle Suore Orsoline e la Caritas gestiscono il progetto SPRAR, in un comunicato hanno scritto:

"Questo è l’ennesimo episodio di razzismo dopo i fatti di San Ferdinando, dove qualche settimana fa perdeva la vita un giovane bracciante maliano, Sacko Soumayla, ucciso da un colpo di fucile come un animale; dopo l’aggressione in un centro di accoglienza a Sulmona del 12 giugno, dove è stato accoltellato un richiedente asilo; e dopo la triste storia dell’Aquarius, nave della flotta di Medici Senza Frontiere respinta dall'Italia con 629 migranti a bordo. In questo contesto, sull’episodio di Daby è doveroso interrogarsi: perché? Cosa succede? Qual è il collegamento di un gesto simile con il Ministro Salvini? Invitiamo quest’ultimo e l’intero Governo a prendere spunto da questo episodio per interrogarsi sulle scelte da fare e propagandare, così come speriamo che i rappresentanti istituzionali eletti possano presentare interrogazioni parlamentari per chiarire ciò che è accaduto e che le forze dell’ordine agiscano adeguatamente"

Nel comunicato viene anche ricordato che domani è la Giornata Mondiale del Rifugiato:

"La realizzeremo nello stesso quartiere dove si è verificata l’aggressione, cioè nel quartiere Acquaviva, e precisamente nella villetta di Via Arno, laddove i pregiudizi sono stati accantonati e si collabora per il miglioramento delle condizioni collettive. La Villetta, dopo essere stata chiusa per anni, è stata riaperta e riqualificata grazie alla collaborazione tra cittadini e rifugiati. All’iniziativa abbiamo invitato a partecipare il Prefetto di Caserta, il Sindaco, Consiglieri e Assessori. Caserta continuerà ad essere un modello di esempio, di denuncia e proposta, di inclusione e antirazzismo e non ci faremo intimidire"

Sul caso è intervenuto anche il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, che ha detto:

"Caro ministro Salvini quando semini molto odio corri il rischio di alimentare odio e rancore da cui allignano anche le pulsioni criminali più pericolose. Non scherziamo perché questo Paese è complicato e per certi versi è una polveriera sociale"

Poi il primo cittadino partenopeo ha invitato Salvini a smetterla di seminare odio e di considerare alcune persone come un pericolo per il Paese, aggiungendo che semmai dobbiamo ritrovare "la coesione nazionale che manca valorizzando le autonomie e facendo la lotta alla corruzione e alle mafie".

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