Caso Cucchi: fotosegnalamento dell'arresto "cancellato" con il bianchetto

Il nome dei Stefano eliminato dal registro dei fermati, pratica "irregolare" spiega uno dei carabinieri ascoltati oggi in udienza. Imputati 5 militari dell'Arma

processo cucchi

Altro colpo di scena nel processo sul caso Cucchi, il geometra romano arrestato dai carabinieri per droga il 15 ottobre 2009 e morto nel reparto penitenziario dell'ospedale Pertini una settimana dopo, gonfio di botte e pieno di contusioni, in circostanze che il procedimento penale in corso presso la prima Corte d'Assise di Roma sta cerando di appurare.

Dal registro dei sottoposti a fotosegnalamento di quel giorno sarebbe stato cancellato con il bianchetto il nome di Stefano. Perché? "È una pratica non regolare" hanno riferito due carabinieri in servizio quando Cucchi fu arrestato e che oggi sono stati ascoltati in udienza nel procedimento che vede imputati cinque militari dell'Arma per la morte del ragazzo.

"Non è una pratica normale, può capitare che il fotosegnalamento non avvenga per problemi ai sistemi informatici, ma in genere si cancella il nome con una riga orizzontale, non con il bianchetto" ha detto uno dei carabinieri sentiti. Nel registro dei fermati di quel giorno ci sarebbero altri altri nomi cancellati con il bianchetto ma solo in parte mentre quelli di Cucchi è cancellato per intero, ha sottolineato il pm.

Caso Cucchi, il carabiniere-testimone: "Trasferito per punizione. Ricevo minacce"

Riccardo Casamassima

19 giugno 2018

È un appello accorato quello lanciato stamattina dal carabiniere Riccardo Casamassima, l'agente che insieme alla compagna e madre dei suoi figli Maria Rosati, anche lei membro dell'arma dei Carabinieri, ha testimoniato contro i suoi colleghi coinvolti nella morte di Stefano Cucchi.

Quella testimonianza, il 15 maggio scorso nel corso di una delle ultime udienze del processo, si è trasformata in un vero e proprio incubo per Casamassima e la sua famiglia, come da lui stesso raccontato in una diretta su Facebook questa mattina:

Per aver fatto il mio dovere, come uomo e come carabiniere per aver testimoniato nel processo relativo a Stefano Cucchi, morto perché pestato dai miei colleghi, mi ritrovo a subire un sacco di conseguenze. [...] Avevo manifestato le mie paure prima del processo del 15 maggio, paure che si sono concretizzate perché mi è stato notificato un trasferimento presso la scuola allievi ufficiali. Sarò allontanato e demansionato e andrò a lavorare a scuola dopo essere stato per 20 anni in strada. È scandaloso.

Casamassima ha confessato di esser stato abbandonato e ha lanciato un appello al governo italiano:

Ho subito minacce, nessuno mi ha aiutato. Mi appello alle cariche dello Stato, ai ministri Salvini e Di Maio e al presidente del Consiglio Conte: è giusto che una persona onesta debba subire questo trattamento? Mi stanno distruggendo. Mi recherò al comando generale per incontrare il nuovo comandante generale. Se non mi verranno date delle spiegazioni sarò costretto ad andare in Procura e a denunciare quello che sta succedendo perché il processo Cucchi è ancora aperto e quindi una qualsiasi azione fatta nei miei confronti lo va a compromettere. Per giustificare il trasferimento lo motivano giudicandomi 'poco esemplare e inadeguato al senso della disciplina'

Ecco cosa mi sta' succedendo dopo aver testimoniato nel processo Cucchi.

Posted by Riccardo Casamassima on Monday, June 18, 2018

Il carabiniere e la sua famiglia stanno ricevendo anche enorme supporto, a cominciare da quello di Ilaria Cucchi, la sorella del giovane ucciso il 22 ottobre 2009 pochi giorni dopo il suo arresto. La giovane, che da anni si sta battendo per ottenere giustizia, stamattina ha pubblicato un lungo post su Facebook per denunciare quanto sta accadendo con Casamassima:

Furono loro a dare il via a questo processo. Al nostro processo per l’uccisione di Stefano Cucchi. Sono stati sentiti dopo che alcuni loro colleghi dissero di aver visto mio fratello estremamente sofferente dopo quel feroce pestaggio subito alla caserma della Casilina durante il foto segnalamento. Sono stati sentiti dopo che alcuni loro colleghi avevano ammesso, davanti ai giudici, di essere stati convocati dai superiori, dopo la morte di mio fratello, per modificare le loro annotazioni - relazioni di servizio. Dai “vertici”, dissi io “impropriamente”. Qualcuno si è sentito offeso e chiamato ingiustamente in causa.
Il Carabiniere Riccardo Casamassima oggi è stato trasferito alla scuola allievi con demansionamento umiliante e consistente decurtazione dello stipendio.
L’ho sentito in lacrime, disperato. Avvilita e rassegnata la compagna Maria Rosati.
Cari Generali Nistri e Mariuccia,
era proprio necessario tutto questo, dopo quanto è emerso durante il processo sino ad ora?
La scuola allievi Carabinieri aveva proprio bisogno, OGGI, di Riccardo Casamassima? Proprio oggi? [...] Io amo e rispetto l’Arma dei Carabinieri e mi preoccupa che si stia facendo proprio di tutto per nuocere alla Sua immagine.
La prossima udienza del 11 luglio dovranno sfilare di fronte ai Giudici tanti colleghi del povero Casamassima. Saranno ben consci di quel che gli è successo oggi. Ma d’altronde la Scuola Allievi aveva bisogno improcrastinabile di lui.
Da più parti, dopo quanto sta emergendo al processo, ci viene raccomandata cautela e prudenza. Ci viene letteralmente detto di stare attenti. Molto attenti.
Lei, Generale Nistri, ci ha detto che “tutti hanno scheletri nell’armadio”.
Beh, caro Generale, noi non li abbiamo, a meno che qualcuno non ce li metta. Ma questa è fantascienza.
Non aggiungo altro perché è vicino il momento in cui sarò chiamata a testimoniare di fronte ai Giudici.
La saluto con enorme rispetto.
L’Arma è sempre nei secoli fedele ai Cittadini. Alla Democrazia ed alla Repubblica.

Il Carabiniere Riccardo Casamassima ha testimoniato così come lo ha ha fatto la Carabiniera Maria Rosati, oggi sua...

Posted by Ilaria Cucchi on Tuesday, June 19, 2018

Dalle alte cariche dello Stato chiamate in causa da Riccardo Casamassima, al momento, non sono arrivate parole di supporto né proposte di aiuto.

Foto | Facebook

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