Confiscati beni per 18,5 milioni di euro al clan Fasciani di Ostia

Confiscato un impero tra attività economiche e immobili

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Colpo al Clan Fasciani di Ostia con beni per 18,5 milioni di euro che sono stati confiscati a due persone, due fratelli sottoposti alla misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per 4 anni.

Il decreto di confisca è stato emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Roma su richiesta della Direzione distrettuale antimafia (Dda) della capitale. Ad eseguire materialmente il provvedimento le Fiamme gialle del comando provinciale della Guardia di finanza di Roma.

Dalle inchieste “Nuova alba” e “Tramonto” del 2013 e 2014 erano emerse chiaramente secondo gli inquirenti le attività illecite dei Fasciani sul litorale romano. Le indagini che hanno portato alla confisca dei beni odierna, si sono avvalse anche delle dichiarazioni di pentiti.

Secondo il Gico della Guardia di finanza i due fratelli avrebbero "accumulato, nel tempo, un ingentissimo compendio mobiliare e immobiliare, in parte intestato ai loro familiari, in misura assolutamente sproporzionata rispetto ai redditi lecitamente percepiti".

Il che ha provocato "un vero e proprio 'inquinamento' dell’economia legale del litorale, attuato sfruttando consapevoli 'prestanome' che sono stati posti formalmente a capo di numerose società nel settore della ristorazione, della panificazione, della gestione di stabilimenti balneari e del divertimento notturno, utilizzate come 'schermo' per celare il 'centro di interessi occulto' facente capo ai Fasciani".

Tra i beni prima sequestrati e adesso confiscati ci sono otto società e una ditta individuale che gestivano bar, ristoranti, panifici, negozi di commercio al dettaglio e stabilimenti balneari, tra Roma e Ostia. Confiscati anche 12 immobili e due terreni a Roma e in provincia de L’Aquila.

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