Modena, 'No-Vax' condannati per una fake news

Prima condanna ai 'No-Vax' per la diffusione di una notizia falsa: quattrocento euro di multa per procurato allarme

Cartellone no-vax fake news

Il Tribunale di Modena ha emesso la prima condanna nei confronti di un'attivista "no vax" per la diffusione di una notizia falsa. Il giudice Paola Losavio, gip di Modena, ha condannato l'attivista Magda Piacentini che commissionò l'affissione di una serie di manifesti di notevole dimensione - sei metri per tre - tra il 18 ed il 22 febbraio del 2018. I manifesti riportavano questa scritta: "Non speculate sui bambini, vogliamo la verità sui vaccini: 21.658 danneggiati nel triennio 2014-16 secondo i dati Aifa, altroché 1 su un milione!".

Un'affermazione di per sé falsa. Mai, infatti, l'Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) ha sostenuto che ci sono stati 21.658 bambini danneggiati dai vaccini tra il 2014 ed il 2016. La speculazione era stata fatta proprio dalla Signora Piacentini che ha preso un dato reale e l'ha riportato in modo non corretto, meritando una condanna per procurato allarme. Il numero di 21.658 riguarda infatti il totale delle segnalazioni di "sospette reazioni avverse" arrivate all'Aifa e fortunatamente questo dato non corrisponde neanche minimamente al numero dei bambini che hanno riportato un danno. Un dato, quello delle 21.658 segnalazioni, che è figlio anche della campagna anti-vaccini che imperversa in rete, generando paure immotivate nelle famiglie.

Questo dato era stato riportato anche sulle pagine Facebook "Riprendiamoci il pianeta-Movimento di resistenza umana" e "Genitori del No Emilia Romagna", firmatarie dei manifesti affissi a Modena. A polemica già scoppiata gli amministratori delle pagine provarono a fare un passo indietro: "Ci siamo resi conto di avere scritto una inesattezza nel nostro manifesto che stiamo correggendo, non si tratta infatti di 21.658 danneggiati da vaccino, ma di 21658 segnalazioni di sospette reazioni avverse. Firmato Riprendiamoci il Pianeta". Una precisazione che, però, non è servita ad evitare la condanna a pagare una multa di 400 euro.

A dar vita all'iter è stato il professor Vittorio Manes per conto dell'Ausl di Modena, che presentò un esposto presso la Procura della Repubblica.

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