Razzismo, il cartello del dentista di Mestre: "Mia moglie aggredita da un n*gro"

Il dentista ha affisso il cartello nel suo studio per "avvisare" i suoi pazienti

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Un dentista di Mestre, Pierantonio Bragaggia, da tre giorni ha appeso un singolare cartello nella sala d'aspetto del proprio studio, raccontando così un episodio molto spiacevole capitato a sua moglie. Questo il testo: "Ieri mia moglie alle 12 al parco della Albanese (Bissuola) è stata aggredita da un n*gro (senza asterisco ndr) che dopo averla sbattuta a terra ha cercato di rubarle il cellulare e la bicicletta. È stata salvata da un passante che si è messo a gridare. Ognuno tragga le proprie conclusioni da questo inaccettabile episodio, ma invito tutti a riflettere su quanto accaduto e soprattutto sulle responsabilità politiche di tutto questo".

Sarebbe interessante conoscere quale sia stata la profonda riflessione fatta dal Dottor Bragaggia, al punto da spingerlo a scrivere questo "avviso" per il bene dei suoi pazienti. Voleva forse informare i suoi pazienti dell'esistenza dei ladri? O forse dell'esistenza dei neri? O forse ancora dell'esistenza dei ladri neri? Difficile capirlo. Fatto sta che alcuni suoi pazienti non hanno apprezzato il modo di esprimersi del Dottore, che si è giustificato adducendo la più ridicola della spiegazioni: la parola n*gro è presente nel vocabolario. Questa la sua precisazione a La Nuova Venezia: "Ho scritto quel testo perché volevo che tutti stessero attenti, ho incassato attestati di solidarietà, di vicinanza a mia moglie, solo una persona mi ha fatto presente che potevo usare un altro termine. Ho risposto che nel Devoto-Oli n*gro vuol dire appartenente alla razza negra, perché le cose vanno dette senza giri di parole. Se scrivevo straniero di colore l'aggressore poteva essere preso per un indiano, cinese, ma il mio intento non era di colpire chiunque, ce l'avevo con lui, con quello che ha aggredito mia moglie. Ho vicini negri eccezionali con bimbe splendide che mi onoro di salutare".

Allo stesso modo, "senza fare giri di parole", si può affermare che anche il termine 'cretino' è presente nel Devoto-Oli, ma questo non mi autorizza in alcun modo a dire che il Dottor Bragaggia è un cretino (almeno senza fondati motivi). Non è sufficiente il semplice fatto che una parola esista perché questa possa essere utilizzata in maniera disinvolta. Oltretutto, la parola esiste ed è figlia di una subcultura ormai superata dai fatti. Il concetto stesso di razza, infatti, è privo di qualsiasi fondamento scientifico; non si tratta di una considerazione politica, ma di un fatto scientificamente acclarato. Esiste la "razza umana" ed è solo una, della quale fanno parte tutte le etnie del globo. Un medico, seppur dentista, dovrebbe ben saperlo. Il solo fatto di considerare qualcuno appartenente a questa o quella "razza umana" rappresenta da solo un comportamento discriminatorio e altamente razzista.

Inoltre, c'è anche un altro punto da chiarire. Il Dottor Bragaggia ha scritto questo osceno volantino - molto più disgustoso della disavventura capitata alla moglie - con l'intento di invitare "a riflettere su quanto accaduto e soprattutto sulle responsabilità politiche di tutto questo", poi però a 'La Nuova Venezia' ha spiegato di essere stato "costretto" ad utilizzare il termine "n*gro" perché lui ce l'aveva proprio quel n*gro in particolare e non con altri con la pelle più o meno scura. La considerazione è, in quanto tale, priva di alcun senso e serve solo a tentare di camuffare il senso palese del suo scritto, che si potrebbe tradurre così: "La politica ha permesso ai n*gri di venire qui e questi adesso ci derubano". Una considerazione tipica di chi una volta provava vergogna nel dire certe cose ad alta voce, mentre invece adesso si difende iniziando qualsiasi frase dicendo: "Non sono razzista MA...".

Alcuni colleghi del Dottor Bragaggia stanno valutando di segnalare il caso all'Ordine dei Medici. Il Presidente Giovanni Leoni si è già espresso sulla vicenda, con un messaggio in realtà poco felice: "Esprimo solidarietà al collega per quanto accaduto alla moglie, turbata e ferita, ma come medici per giuramento accogliamo le persone indipendentemente dal colore, dalla razza e dalla professione. L'attività delinquenziale è da condannare in senso lato, a prescindere dalla pelle. Il termine 'n*gro' può essere inteso come dispregiativo". No, caro Presidente Leoni. Il termine n*gro non è che "può essere inteso come dispregiativo", lo è. Come fare a capirlo? I neri lo trovano offensivo.

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