[Audio] - Riccardo Muci, il "poliziotto-eroe" di Bologna

Riccardo Muci, il poliziotto di Bologna che ha riportato gravi ustioni a causa dell'esplosione della cisterna a Borgo Panigale sul raccordo autostradale

Il grave incidente avvenuto l'altro ieri a Bologna sul raccordo autostradale, all'altezza di Borgo Panigale, avrebbe potuto avere conseguenze ancora più gravi. Nell'impatto è morto il camionista al volante dell'autocisterna che ha causato il tamponamento, mentre altre 145 persone sono rimaste ferite; chi per le ustioni e chi a causa delle schegge di metallo e vetri. Ad evitare un bilancio ancora peggiore ci hanno pensato i soccorritori che sono arrivati tempestivamente sul luogo dell'incidente.

Tra questi Riccardo Muci, poliziotto 31enne che ha fatto allontanare le persone che si trovavano nei pressi del cavalcavia. Non tutti, infatti, si erano resi conto della gravità della situazione. Muci, insieme ai suoi colleghi, è arrivato in breve tempo ed ha fatto allontanare le persone prima della clamorosa esplosione che ha anche fatto crollare una porzione del viadotto.

Quando la cisterna è esplosa - 7-8 minuti dopo il tamponamento - Muci è stato letteralmente investito dalle fiamme, al punto che anche la maglietta ignifuga che indossava gli si è sciolta sulla pelle. Adesso si trova ricoverato presso l'Ospedale Bufalini di Cesena, dove ieri ha ricevuto anche la visita del Premier Conte.

Questo il suo racconto di quei concitati momenti: "L'esplosione mi ha travolto, letteralmente. Se ho avuto paura? La paura è un sentimento normale, è giusto che ci sia in ognuno di noi. E' il comprendere la paura che ci permette di tornare a casa. Non siamo dei Rambo ma siamo innanzitutto degli esseri umani. In quel momento non mi sono lasciato trascinare dalle emozioni. Il mio primo pensiero è stato quello di capire l'entità del danno e mettere in salvo quante più persone possibili. Dopo l'esplosione sono fuggito incitando le altre persone a seguirmi, allontanandomi dalla zona. Appena arivato alla mia macchina, il mio collega mi ha buttato dell'acqua fresca addosso in attesa dei soccorsi. Finché ho retto il dolore ho dato una mano ai carabinieri per i soccorsi, poi le ferite mi hanno sovrastato e mi sono dovuto fermare".

Ci ha tenuta a puntualizzare che lui non si sente un eroe per quello che ha fatto: "Io sono Riccardo, sono un poliziotto e cerco di fare bene il mio lavoro". Adesso lo aspetta una lunga convalescenza: "Non me la sanno ancora quantificare. Ma se mi dovessi ritrovare in una circostanza analoga interverrei comunque".

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