Genova: l'intervista al conducente del camion fermatosi ad un passo dal baratro

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Si chiama Luigi Fiorillo l’autista del camion ritenuto il simbolo del crollo del ponte di Genova avvenuto lo scorso 14 agosto. Le immagini immediatamente successive al crollo del viadotto Morandi sulla A10 hanno immortalato il suo mezzo fermo a pochissimi metri dal baratro, dal quale invece non sono riuscite a salvarsi le 43 vittime fin qui accertate. Nei giorni scorsi sono circolate diverse interviste, rivelatesi però fasulle, da parte del camionista, che oggi ha deciso di raccontare finalmente la sua versione dei fatti a NewsMediaset.

"Andavo piano perché pioveva - ricorda Fiorillo tornando con la mente al 14 agosto e a quei circa 15 secondi nei quali si è consumata la catastrofe - , ho rispettato la distanza di sicurezza. Forse anche questo mi ha salvato". Insomma, la ridotta velocità è stata determinante per il suo salvataggio: appena resosi conto di quello che stava succedendo, l’uomo ha abbandonato il mezzo ed è corso indietro assieme a tutte le altre persone che sono riuscite a salvarsi dal crollo. "Stavo tornando da una consegna sulla riviera di ponente - continua il racconto - procedevo adagio perché la visibilità era ridotta, poi è crollato tutto, non ricordo bene, sono rimasto stupito e spaventato. Sono sceso dal camion, l'ho lasciato acceso, con la marcia innescata, e sono corso via per paura che crollasse tutto".

Il suo rammarico è anche quello di aver lasciato il mezzo in una posizione che, in caso di ulteriore crollo, avrebbe potuto aumentare i danni a cose e persone sottostanti. Doveva però decidere in pochissimi secondi e la paura lo ha vinto: "Sono vivo per miracolo", conclude.

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