Naufragio in Libia del 1° settembre: ci sarebbero 100 morti

Tra i morti anche venti bambini.

Naufragio in Libia con cento dispersi

In base alle testimonianze dei superstiti di un naufragio avvenuto lo scorso 1° settembre sarebbero confermati un centinaio di morti. I corpi recuperati sono solo due, ma circa cento, appunto, sono i dispersi, tra di loro anche venti bambini e due gemellini di soli 17 mesi. 215 sono coloro che sono stati soccorsi dalla guardia costiera libica e portati a Khoms, a 120 km circa a Est di Tripoli. I sopravvissuti sono stati poi assistiti dallo staff di Medici Senza Frontiere.

Una operatrice in Libia, Sara Creta, ha raccolto in ospedale le testimonianze di alcuni dei superstiti dalle quali si evince che all'alba del 1° settembre dalle coste libiche sono partite due diverse imbarcazioni. Il primo gommone si è fermato per un guasto al motore, il secondo ha continuato a navigare, ma ha cominciato a sgonfiarsi e a bordo aveva 165 adulti e 20 bambini. È stata chiamata la guardia costiera italiana che ha risposto che avrebbe mandato qualcuno, ma intanto la gente cominciava a cadere in acqua e la barca stava affondando. Solo pochi avevano il giubbotto di salvataggio, gli altri si sono aggrappati alla barca.

Sono poi arrivati i soccorritori in aereo e hanno lanciato zattere di salvataggio, ma la barca si era già rovesciata. Poi è arrivata anche la guardia costiera libica che ha recuperato i sopravvissuti e li ha portati a Khoms. Alcuni di loro hanno riportato gravi ustioni chimiche fino al 75% del corpo e sono stati curati dai medici, altri, invece, sono stati portati in un centro di detenzione controllato dalle autorità libiche.

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