Ex questore Ferrara: "col taser Federico sarebbe vivo". La madre: "paragone insensato, è stato ucciso di botte"

Federico Aldrovandi è morto nel 2005, quattro i poliziotti condannati

Polemica per le parole dell'ex questore di Ferrara Antonio Sbordone il quale ha detto che se nel 2005 le forze di polizia fossero già state in possesso del Taser, introdotto in via sperimentale nelle scorse settimane in Italia, Federico Aldrovandi non sarebbe morto. Le parole dell’ex questore hanno riaperto una ferita mai rimarginata per un un’intera città e soprattutto per la famiglia del ragazzo.

"Federico è morto perché hanno continuato a pestarlo, schiacciarlo e a dargli calci nella testa quando era già stato immobilizzato e stava chiedendo aiuto. Mi dispiace che si possa giustificare uno strumento pericolosissimo come il taser con questo paragone che non ha senso" ha replicato all’Ansa Patrizia Moretti la mamma di Federico.

Il 18enne ferrarese venne ucciso il 25 settembre 2005 da quattro poliziotti condannati nel 2009 in primo grado a 3 anni e 6 mesi di reclusione. Una condanna, per eccesso colposo in omicidio colposo,
diventata definitiva con la pronuncia della Cassazione del 2012.


La mamma di Federico Aldrovandi rispedisce al mittente anche l'affermazione secondo cui i poliziotti usarono i manganelli per fermare un giovane "agitatissimo" di "un metro e 90" d'altezza. "Federico era alto un metro e 75 e pesava 60 chili evidentemente l'ex questore di Ferrara non si è informato bene, poteva almeno leggere le carte".

Lino Giuliano Aldrovandi, il padre di Federico, ha postato su Facebook l'intervista concessa a Repubblica dopo le parole dell'ex questore - Mi viene da pensare che quella maledetta mattina il taser non sarebbe stato da usare su Federico, ma su chi lo stava uccidendo 'senza una ragione' - invitando "come sempre" a non offendere nessuno nei commenti

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