Etna: un fianco sta scivolando in mare, rischio tsunami?

L'allarme è di un team di ricercatori tedeschi

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L’Etna potrebbe provocare uno tsunami disastroso per la Sicilia: è quanto sostengono i ricercatori del GEOMAR Helmholtz Centre for Ocean Research di Kiel. Glki scienziati tedeschi stanno monitorando da tempo i movimenti del vulcano, con particolare attenzione al fianco subacqueo. Ebbene, secondo le loro indagini, il fianco sud-orientale sta lentamente scivolando in mare e in caso di un movimento repentino ed improvviso, il rischio è quello di uno tsunami simile, se non più disastroso, di quello che ha colpito pochi giorni fa l’Indonesia.

Secondo i ricercatori dell’istituto di Kiel, fin qui vi è stato un abbassamento verso il mare del fianco sud-orientale dell’Etna di ben quattro centimetri in soli otto giorni. Il rischio è quello di una discesa più rapida, improvvisa, che a quel punto avrebbe effetti devastanti per la regione Sicilia. Una preoccupazione in più per i siciliani, dunque, che hanno ormai imparato a convivere con uno dei vulcani più attivi d’Europa, un’attività che ha portato ad un monitoraggio costante tramite misurazioni satellitari e non solo, che proprio in questo periodo ha evidenziato le criticità del fianco sud-orientale.

Perché l'Etna scivola in mare

A parte questa criticità, comunque, il resto del vulcano è definito dagli esperti “stabile”, il che significa che non si possono fare previsioni certe. Se il costone subacqueo dovesse continuare a scivolare lentamente, non ci sarebbero conseguenze, ma in caso di scivolamento brusco o veloce, ci potrebbe essere una catastrofe. Secondo quanto rilevato dai ricercatori tedeschi, contrariamente a quanto ipotizzato in precedenza, non è il magma a provocare lo scivolamento del fianco, bensì la forza trainante del mare.

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