Bergamo, Fontana: "l'ex chiesa non diventerà una moschea"

L'Associazione musulmani di Bergamo si è aggiudicata l'immobile con un rialzo dell'8% sulla base d'asta di 418.700 euro

Confermando il clima di ostilità nei confronti della comunità musulmana, la Regione Lombardia ha annunciato che impedirà la trasformazione dell'ex Chiesa Casa dei Frati di Bergamo in una moschea. L'Associazione musulmani di Bergamo ha regolarmente vinto l'asta promossa dall'Asst Papa Giovanni XXIII ed ha annunciato l'intenzione di trasformare l'ex chiesa cattolica in una moschea, trovando così il modo di aggirare la "legge anti-moschee" approvata dalla giunta Maroni, che rende pressoché impossibile l'istituzione di nuovi luoghi di culto. Una legge - è bene ricordarlo - per la quale il Tar lombardo ha già chiesto alla Consulta una verifica.

Il Governatore lombardo, il leghista Attilio Fontana, ha annunciato che la Regione farà valere il diritto di prelazione: "Troppa gente parla senza avere cognizione. Il simbolo della cristianità della cappella della Chiesa Casa dei Frati di Bergamo sarà salvaguardato perché la Regione Lombardia farà valere il diritto di prelazione. La Chiesa dei Frati è vincolata dal ministero dei Beni culturali e la sua vendita può essere effettuata solo con le modalità disposte dal decreto legislativo n. 42 del 22 gennaio 2004 in materia di Beni artistici, il quale prevede che la compravendita del bene possa avvenire solo se lo Stato, la Regione o il Comune non eserciti il diritto di prelazione dell'acquisto. Diritto di cui la Regione ha intenzione di avvalersi".

Fontana ha poi aggiunto di aver "già contattato telefonicamente padre Gheorghe Valescu, responsabile della comunità ortodossa rumena a Bergamo" al fine di "rassicurarlo e illustrargli le azioni che Regioni metterà in atto per consentire alla comunità di non perdere il loro luogo di culto".

È bene ricordare che la comunità ortodossa rumena di Bergamo ha partecipato all'asta e non è riuscita ad aggiudicarsi la chiesa con annesso convento. Adesso il Governatore ha annunciato che la Regione spenderà soldi pubblici per impedire alla comunità musulmana di fare quello che, invece, sarà consentito alla comunità ortodossa rumena: avere un luogo di culto. La vicenda ha dell'incredibile in un Paese laico, nel quale la libertà religiosa è costituzionalmente garantita.

Viene il sospetto che si voglia - strumentalmente - creare un clima teso con la comunità musulmana.

Bergamo, musulmani comprano all'asta una ex Chiesa: "Sarà la nostra Moschea"

25 ottobre 2018

Bergamo presto avrà una nuova moschea, la seconda della città. L'Associazione musulmani di Bergamo è infatti riuscita a trovare una sede adeguata a diventare un luogo di culto, aggirando così "la legge anti-moschee" della Regione Lombardia per la quale il Tar lombardo ha chiesto l'intervento della Consulta, ravvisando la sua possibile incostituzionalità.

L'Associazione musulmani di Bergamo ha acquistato, con un rialzo dell'8% sulla base d'asta di 418.700 euro, l'ex chiesa dei frati dentro gli Ospedali Riuniti - dismessa da anni - e il convento annesso che un tempo ospitava i frati cappuccini. A metterla all'asta è stato l'Asst Papa Giovanni XXIII lo scorso 20 settembre. L'immobile sembrava destinato alla comunità ortodossa rumena che dal 2015 ha iniziato ad utilizzare la chiesa per le sue funzioni religiose in forza di un contratto di comodato d'uso.

L'offerta dei rumeni ortodossi è però stata battuta dall'Associazione musulmani di Bergamo che attualmente si riuniva in una sala comunale nel quartiere Boccaleone. Acquistando un immobile che in passato era già destinato a luogo di culto - come previsto dal Piano di governo del territorio, approvato dal consiglio comunale - l'associazione potrà presto trasformarla in una Moschea senza dover fare i conti con la "legge anti-moschee", che rendeva sostanzialmente impossibile la creazione di nuovi luoghi di culto.

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