Reggio Emilia, si è arreso il sequestratore dell'ufficio postale: illesi i 4 ostaggi

Francesco Amato si è arreso dopo 7 ore

17.09 - Alle 16.43 Francesco Amato ha deciso di arrendersi. Da questa mattina l'uomo, condannato a 19 anni nell'ambito del processo Aemilia, teneva sotto sequestro 4 persone all'interno di un Ufficio Postale a Pieve Modolena.

Il Colonnello dei Carabinieri Cristiano Desideri ha spiegato che "l'uomo si è consegnato spontaneamente alla fine della negoziazione e non ci sono stati feriti". Il Colonnello ha così riassunto quanto accaduto: "Gli abbiamo fatto capire che i sequestrati non avevano colpe. Ce l'abbiamo fatta col tempo e con la pazienza facendo leva sul suo senso di umanità. Non ha fatto del male a nessuno e neanche minacciato. Protestava contro una sentenza a suo parere ingiusta ribadendo di non essere uno 'ndranghetista. Voleva parlare con il ministro Salvini, ma alla fine si è accontentato di parlare con noi. Eravamo pronti a intervenire, grazie al cielo è bastata la persuasione"

16.30 - Sono passate oltre 7 ore e la situazione è ancora in stallo. Francesco Amato, 55 anni, continua a tenere in ostaggio quattro persone all'interno dell'ufficio postale: la direttrice Emanuela Montanari e i tre dipendenti Marisa Borelli, Massimo Maini e Anna Maria Melito. L'uomo avrebbe permesso ai quattro di utilizzare i propri telefoni cellulari per comunicare coi propri cari, ma ogni tentativo di nuovo rilascio sarebbe fallito.

Con le autorità, lo riferisce La Gazzetta Di Reggio, starebbe collaborando un familiare di Amato, ma non è chiaro a che punto sarebbero le trattative. Quello che è certo è che il 55enne è convinto di essere innocente e di non meritare i 19 anni di carcere che gli sono stati inflitti solo pochi giorni fa. Lo ha confermato alla stampa la nipote Francesco Amato, che ha raggiunto l'ufficio postale in cui è in corso il sequestro di persona:

Mio zio non è una persona cattiva. Mi dispiace per le povere persone lì dentro. Lo sta facendo perché pensa di aver avuto una condanna ingiusta. Non è colpevole, lo ha fatto perché è innocente.

14.30 - La donna rilasciata nella tarda mattinata di oggi ha concesso una breve intervista al GR Rai:

Siamo in quattro, lui è qui da parecchie ore, dice che vuole rivendicare e parlare con Salvini. Sta parlando con i carabinieri, ogni tanto parla con noi, è tranquillo ma ha un coltello in mano, quindi si immagini. Ci dice che se apriamo la porta qualcuno fa una brutta fine e quindi siamo trincerati qui.

Le trattative col sequestratore sono ancora in corso e, stando a quanto riferisce la stampa locale, sarebbe la direttrice della filiale a fare da mediatrice tra Amato e le forze dell'ordine.

12.50 - È stato rilasciato uno dei cinque dipendenti dell'ufficio postale di Pieve Modolena. Una donna, non è ancora chiaro se la direttrice della filiale o un'altra dipendente, è stata fatta uscire da Francesco Amato ed è stata prontamente soccorsa dal personale del 118 dopo aver avuto un mancamento.

Il pregiudicato avrebbe chiesto alle autorità che stanno conducendo le trattative di poter parlare col Ministro dell'Interno Matteo Salvini.

11.45 - Risultava irreperibile da giorni, dopo esser stato condannato a 19 anni di carcere nel maxi processo Aemilia contro la 'ndrangheta, ma stamattina Francesco Amato ha fatto irruzione armato di coltello nell'ufficio postale di Pieve Modolena, frazione di Reggio Emilia, e ha preso in ostaggio cinque dipendenti della filiale.

L'uomo, stando a quanto si è appreso, avrebbe fatto uscire tutti i clienti in attesa di essere serviti e ha tenuto come ostaggi soltanto quattro dipendenti e la direttrice.

Le forze dell'ordine hanno prontamente chiuso l'intera area la traffico e hanno avviato le trattative con l'uomo, su cui pende un ordine di carcerazione.

Al momento non risultano feriti.

(in aggiornamento)

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