Brasile, avvocato italiano ucciso dalla compagna

polizia brasile

Ha ucciso il suo fidanzato, l'avvocato italiano Carlo Cicchelli, di 48 anni, e ha conservato il suo cadavere in casa per quasi un mese, continuando ad estorcere denaro alla famiglia di lui, che per quasi 30 giorni era convinta che i messaggi ricevuti fossero scritti proprio da Cicchelli.

Alla fine la donna, Cléa Fernanda Maximo, ha confessato ed è stata arrestata dalle autorità di Maceiò, in Brasile, dove la coppia viveva da pochi mesi.

Cicchelli, originario di Torino, aveva conosciuto Cléa Fernanda Maximo proprio nel capoluogo piemontese. I due erano vicini di casa e dopo una breve frequentazione iniziata lo scorso anno, il 48enne aveva deciso di seguire la donna in Brasile nel giugno scorso.

L'omicidio sarebbe avvenuto lo scorso 25 settembre. O almeno quella è la data in cui la famiglia di Cicchelli è riuscita a sentire l'uomo per l'ultima volta. Da quel momento soltanto SMS e continue richieste di denaro, puntualmente esaudite dalla famiglia. Ogni richiesta di videochiamata veniva negata e i sospetti dei familiari del 48enne crescevano giorno dopo giorno.

Alla fine, poche settimane fa, la brasiliana ha ufficialmente denunciato la scomparsa del compagno, fornendo però tre diverse versione dei fatti alle autorità brasiliane e facendo così sorgere dei sospetti anche a loro. Qualche ora fa, messa alle strette, la donna ha ammesso tutto, dall'omicidio all'occultamento del cadavere in casa per intere settimane, passando per gli SMS inviati col cellulare di Cicchelli ai suoi familiari.

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