La storia dei "ragazzi spaziali" del Righi di Napoli

Il Miur frena: la gara non ancora finita

I maghi della robotica sono senza un soldo. Così è stata presentata la storia dei 3 studenti napoletani dell'Istituto Tecnico Industriale “Augusto Righi” che stanno partecipando a “Zero Robotics”, concorso indetto dal MIT di Boston in collaborazione con la Nasa. I tre ragazzi sabato scorso hanno partecipato alla manifestazione "Il sabato delle idee", un'iniziativa promossa dalla Fondazione SDN e dall'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli che ha l'obiettivo di "lanciare nuove idee per la crescita culturale, sociale, economica e politica cittadina e nazionale".

In quella sede i ragazzi del Righi hanno raccontato di essere in corsa per la vittoria del concorso succitato e lamentavano di non aver a disposizione le attrezzature necessarie, così come i soldi per volare a Boston ed eventualmente partecipare alla fase finale del concorso. L'anno scorso, infatti, erano riusciti ad arrivare fino in fondo, ma hanno dovuto rinunciare al viaggio a Boston per mancanza di fondi.

Capendo fischi per fiaschi, una buona parte della stampa italiana ha riportato la notizia in modo decisamente approssimativo, presentandoli come i vincitori del concorso “Zero Robotics”, costretti a rinunciare al viaggio per mancanza di fondi. È subito partita la gara per aiutarli: si è fatto avanti il Comune di Napoli, l'Alitalia, un gruppo di imprenditori, la Presidente del Senato, il Movimento 5 Stelle ed altri; tutti pronti a finanziare la trasferta americana. Un entusiasmo decisamente affrettato, che ha costretto il Miur ad intervenire.

In realtà i ragazzi di Napoli non hanno ancora vinto - glielo auguriamo, naturalmente - e quando hanno lanciato il loro appello erano al secondo posto nella gara internazionale, che si concluderà a dicembre. Qualcuno ha ipotizzato che i ragazzi del Righi avessero "barato", raccontando di aver già ottenuto il secondo posto nella classifica finale. Niente di tutto questo però, perché gli aspiranti vincitori hanno sempre specificato di essere in corsa per la vittoria e non di aver già vinto.

La classifica parziale del concorso è molto complessa da interpretare perché viene aggiornata di ora in ora con l'arrivo dei risultati provenienti dalle varie scuole del pianeta. In realtà qualcosa si capisce: le squadre italiane sono piazzate benissimo. Ben 12 scuole italiane si trovano infatti nelle prime 30 posizioni della classifica. A questo punto non possiamo far altro che sperare che la gara continui così e che al momento giusto nessuno si dimentichi dei ragazzi del Righi e di tutti i loro giovani colleghi.

Una cosa, però, non siamo riusciti a capirla: perché la scuola Righi - Preside, Professori e gli stessi ragazzi - era convinta di dover pagare una trasferta a Boston nel caso la squadra avesse conquistato l'accesso alla finalissima? In realtà la sede della fase finale per le scuole europee è Alicante, in Spagna. A confermarlo è stato il Politecnico di Torino, che coordina la sezione europea del concorso Zero Robotics. A Boston, invece, si terrà la finale per le squadre finaliste del continente americano.

La preside dell'istituto ha incolpato i giornali di aver riportato male la storia, ma è stata lei stessa a dire che "i ragazzi dovranno recarsi a Boston per la finale" e che "tutto questo implica dei costi che la scuola non può sostenere", promuovendo quindi l'appello dei ragazzi che sarebbero voluti "andare a Boston". Per carità, anche il viaggio ad Alicante comporterebbe dei costi, ma possiamo affermare serenamente che è stata la scuola stessa ad aver riportato male la vicenda.

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