Cassazione: “Dna di Ignoto 1 è di Massimo Bossetti"

Le motivazioni della sentenza di condanna definitiva di Massimo Bossetti per l'omicidio di Yara Gambirasio: "prova piena" dal Dna

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La Cassazione ha diffuso oggi le motivazioni della sentenza di condanna definitiva di Massimo Bossetti per l’omicidio di Yara Gambirasio, la 13enne di Brembate Sopra trovata morta in un campo di Chignolo d’Isola a febbraio 2011 dopo essere scomparsa dalla vicina Brembate Sopra, dove abitava, tre mesi prima. Massimo Bossetti, condannato all’ergastolo, si è sempre difeso dalle accuse, proclamandosi innocente, creduto e spalleggiato dalla moglie Marita Comi che non gli ha fatto mai mancare il suo sostegno.

Condanna Bossetti, le motivazioni della Cassazione

Nelle motivazioni la Cassazione parla di coincidenza piena tra il profilo genetico di Ignoto 1 trovato sugli indumenti intimi di Yara Gambirasio e il Dna di Massimo Bossetti. Le motivazioni della sentenza di condanna riferiscono di una evidenza scientifica data da "numerose e varie analisi biologiche effettuate da diversi laboratori" il che ha "valore di prova piena".

La Cassazione respinge al mittente le motivazioni del ricorso della difesa di Bossetti in merito alla "catena di custodia" del Dna e i kit usati, biasimando i "reiterati tentativi di mistificazione degli elementi di fatto" e spiegando che "La probabilità di individuare un altro soggetto con lo stesso profilo genotipico" equivale a "un soggetto ogni 3.700 miliardi di miliardi di miliardi di individui".

Secondo la Cassazione "i giudici di merito" che hanno condannato Massimo Bossetti nei precedenti gradi di giudizio "hanno correttamente affermato che il profilo genetico è stato confermato da ben 24 marcatori, evidenziando a maggiore tutela dell'imputato, che la certezza dell'identificazione è particolarmente solida". Le linee guida scientifiche, spiegano gli ermellini, individuano con sicurezza un soggetto "con l'identità di soli 15 marcatori".

Nessun complotto o contaminazione

La Cassazione nelle motivazioni di condanna di Bossetti respinge fermamente l’ipotesi di un complotto: "Visto che la difesa ha utilizzato l'argomento anche in sede extra processuale, è bene chiarire che la genericissima ipotesi della creazione in laboratorio del Dna dell'imputato, oltre ad appartenere alla schiera delle idee fantasiose prive di qualsiasi supporto scientifico e aggancio con la realtà, è manifestamente illogica".

I giudici bollano poi come fantasiosa anche "l'ipotesi di una contaminazione volontaria" del Dna da parte di terze persone "prima del ritrovamento del corpo della vittima".

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