Tragedia Rigopiano, i carabinieri: "Comune sapeva dell'hotel isolato ma..."

"Stiano tranquilli al caldo"

tragedia rigopiano

Tragedia Rigopiano, il comune di Farindola era a conoscenza delle condizioni di isolamento dell’hotel: è quanto emerge dall’informativa dei carabinieri forestali di Pescara, che fa parte dell’inchiesta aperta sulla tragedia dell’albergo investito da una valanga. Agli atti dell’inchiesta risulta, tra le altre cose, un Sms inviato dalla fidanzata a Gabriele D'Angelo, una delle 29 vittime che hanno perso la vita il 18 gennaio del 2017: in comune, scrive la ragazza, "mi hanno detto che la turbina dovrebbe partire. Che stessero tranquilli al caldo, tanto lassù hanno tutto".

Il riferimento del messaggio è ad una frase che sarebbe stata proferita da Enrico Colangeli del Centro operativo comunale di Farindola e secondo quanto scrivono i carabinieri nella loro informative "dimostra chiaramente che lo stesso era perfettamente a conoscenza dell'isolamento dell'hotel Rigopiano ma che, a suo parere, non era una priorità risolvere tale emergenza". Giuly Damiani, fidanzata di D’Angelo - si legge ancora nell’informativa - ha aggiunto che "la situazione presso l'hotel era diventata insostenibile in quanto non si riuscivano a tenere calmi tutti i clienti e che tutti, compreso il personale, volevano andare via" e che il cameriere le "chiese di rivolgersi al Comune di Farindola e chiedere aiuto".

Tragedia Rigopiano: 29 vittime per schiacciamento

Sulla morte di D’Angelo, tra le altre cose, c’è stata tensione in passato per via delle cause della morte: secondo il pm Tedeschini, tutte e 29 le vittime sarebbero decedute per schiacciamento, ma il medico legale della famiglia sostiene che il cameriere sia morto per assideramento. Qualcuno si sarebbe potuto salvare?

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