Strasburgo, Antonio Megalizzi è morto

Il bilancio sale a quattro vittime.

Strasburgo come sta Antonio Megalizzi

Aggiornamento ore 17:43 - È appena arrivata la notizia che nessuno avrebbe voluto dare: Antonio Megalizzi è morto. Il giovane giornalista colpito da Chérif Chekatt la sera dell'11 dicembre si è spento oggi e con la sua morte il bilancio delle vittime dell'attentato di Strasburgo sale a quattro.

Antonio Megalizzi: la lettera degli amici

Nel giorno in cui è arrivata, purtroppo, la notizia della morte di uno dei feriti, che fa salire a quattro il numero delle vittime dell'attentato di Strasburgo per mano di Chérif Chekatt, l'assassino che è stato a sua volta ucciso ieri sera dalla polizia francese, ci si chiede come sta Antonio Megalizzi, il giovane giornalista trentino tra i feriti gravi dell'attacco nel centro storico dell'11 dicembre 2018. I medici ieri hanno detto che avrebbero aspettato 48 ore per prendere una decisione. Siamo dunque a metà dell'attesa. Tutti i cari di Antonio sono lì con lui a sperare in un miracolo: la mamma Annamaria, il papà Domenico, la sorella Federica e la fidanzata Luana.

Il giornalista radiofonico ha un proiettile alla base del cranio e non è operabile. I suoi amici hanno scritto una lettera e l'hanno affissa sulla porta della casa in cui vive la famiglia Megalizzi a Trento, un appartamento negli edifici riservati ai dipendenti delle Ferrovie dello Stato. La lettera è stata scritta da uno studente, a nome di tutti. La dedica è "Al nostro amico Antonio" e non c'è la firma degli autori:

"Se potessi fermare il tempo lo farei per te amico mio, perché i tuoi momenti più belli regalassero ancora ai tuoi giorni una gioia sempre viva. Se potessi prendere i tuoi problemi li lancerei nel mare e farei in modo che si sciolgano come il sale. Ma adesso sto trovando tutte queste cose improponibili per me, non posso fermare il tempo, costruire una montagna, o prendere un arcobaleno luminoso da regalarti. Così Antonio lasciami essere ciò che so essere di più: semplicemente un amico che ti resta vicino"

Strasburgo, come è stato ferito Antonio Megalizzi

Antonio Megalizzi era arrivato a Strasburgo domenica a bordo di un Flixbus. Lavorava al progetto internazionale di radio universitarie Europhonica e stava lavorando a una nuova radio europea che permettesse a studenti e giovani di ogni Paese di raccontare l'Europa ai coetanei da tutti i possibili punti di vista.

Il giovane giornalista alloggiava presso uno studente e collega polacco, Barto Oren Niedzielski, e proprio con lui stava passeggiando martedì sera, quando è stato colpito da Chekatt. Antonio e Barto avevano appena finito di lavorare e stavano camminando nelle strade vicine al mercatino di Natale. Antonio aveva ancora le cuffie in testa quando il terrorista ha puntato la pistola alla nuca e ha sparato. Vicino ai due ragazzi c'erano anche le colleghe di Europhonica Caterina Moser e Clara Rita Stevanato, che sono ancora sotto shock, ma si sono salvate e sono tornata in Trentino e nel Veneziano questa notte.

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