San Ferdinando, incendio nella tendopoli: morto un migrante senegalese

La vittima si chiama Aldo Diallo.

Migrante morto in incendio a San Ferdinando

Non c'è altro modo di scaldarsi nel ghetto di San Ferdinando (in provincia di Reggio Calabria) se non quello di accendere il fuoco, solo che spesso quel fuoco si rivela assassino. Stanotte a perdere la vita è stato un 29enne senegalese, noto come Aldo Diallo (ma il suo vero nome è Moussa Ba), morto nella baracca di fortuna in cui viveva. Tutta la tendopoli è fatta di materiali altamente infiammabili, ma non essendoci né corrente, né acqua, né case decenti, non ci sono altri modi per affrontare l'inverno.

Appena l'incendio è divampato, gli occupanti della tendopoli sono fuggiti e hanno poi cercato di spegnere le fiamme con dei secchi di acqua, fino a quando non sono arrivati i Vigili del Fuoco. Ma intanto tre persone mancavano all'appello, una di loro, Aldo Diallo, non è mai uscita dalla baracca e lì è stata ritrovata senza vita. Gli altri due, invece, inizialmente dati per dispersi, sono poi stati ritrovati.

Questa mattina, molto presto, la Prefettura ha convocato un vertice al Comune di San Ferdinando per fare il punto della situazione e cercare una soluzione per evitare che fatti del genere si ripetano. Ma non è la prima volta che succede: dati ricordare la morte, molto simile a quella di Diallo, di Becky Moses a gennaio 2018. È molto probabile che i migranti che vivono nella tendopoli, sostenuti dai sindacalisti della zona, sfilino in corteo per protestare nelle prossime ore o nei prossimi giorni.

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