Omicidio Olga Matei, "tempesta emotiva": ricorso in Cassazione contro la pena dimezzata

omicidio olga matei pena dimezzata

Aggiornamento 4 marzo 2019 - La procura generale di Bologna presenterà ricorso in Cassazione contro la sentenza emessa dalla Corte di assise di appello che ha praticamente dimezzato la pena per Michele Castaldo, portandola da 30 a 16 anni. L’uomo ha confessato di aver ucciso Olga Matei, il 5 ottobre 2016, a Riccione (Rimini).

I due stavano insieme da circa un mese e quando la donna ha deciso di interrompere il rapporto, lui, in preda a una "tempesta emotiva" secondo la sentenza d'appello, l’ha uccisa, strangolandola. La gelosia invece non è stata considerata motivo di riduzione della pena, ha detto il presidente della Corte d’assise d'appello a proposito delle attenuanti generiche concesse in secondo grado a Michele Castaldo.

"La gelosia non è stata considerata motivo di attenuazione del trattamento, anzi, al contrario, motivo di aggravamento in quanto integrante l'aggravante dell'avere agito per motivi abietti-futili (e ciò con ampia e convinta motivazione, che occupa due pagine fitte di motivazione)" ha spiegato il presidente della Corte Giuseppe Colonna.

Secondo Colonna: "La misura della responsabilità (sotto il profilo del dolo) era comunque condizionata dalle infelici esperienze di vita, affettiva, pregressa dell'imputato, che in passato avevano comportato anche la necessità di cure psichiatriche, che avevano amplificato il suo timore di abbandono. Questo è il dato rilevante al di là della frase, che è comunque tratta testualmente dal perito: soverchiante tempesta emotiva e passionale".

La concessione delle attenuanti generiche, ha aggiunto il giudice, è motivata anche dalla "immediata e spontanea confessione" e dal fatto che l'imputato "seppur in forma incompleta, ha tentato di iniziare a risarcire la figlia della vittima". Ora la palla passa alla suprema corte che, lo ricordiamo, non effettua giudizi di merito ma di legittimità (di ultima istanza), per accertare la correttezza dei principi contenuti nella sentenza.

Uccise la fidanzata: pena dimezzata, "era in preda a tempesta emotiva"

2 marzo 2019 - "Era in preda ad una tempesta emotiva": con questa motivazione Michele Castaldo, il 57enne di Cesena omicida confesso di Olga Matei (46 anni), si è visto ridurre la pena a 16 anni di reclusione, dopo essere stato condannato inizialmente all’ergastolo, ridotto poi a 30 anni. Considerata la buona condotta, alla fine Castaldo sconterà anche meno dei 16 anni stabiliti dalla Corte d’Appello di Bologna. I fatti risalgono al 5 ottobre 2016, quando a Riccione (Rimini), Michele Castaldo strangolò a mani nude la moldava Olga Matei, donna con cui aveva una relazione da circa un mese.

Il pg Paolo Giovagnoli davanti alla Corte di assise di appello di Bologna, nel corso dell’udienza dello scorso 16 novembre, aveva chiesto la conferma dei 30 anni di reclusione, ma i giudici, pur riconoscendo l’aggravante dei motivi abietti e futili, ha ridotto la pena a 16 anni concedendo le attenuanti generiche. Come si legge su Corriere.it, che riporta stralci della sentenza depositata da poco, la decisione di dimezzare praticamente la pena deriva innanzitutto dalla valutazione positiva della confessione resa dal Castaldo. Inoltre, nonostante la gelosia dell’imputato sia stata considerata ingiustificata, dalle perizie psichiatriche è emerso che fosse in preda ad una “soverchiante tempesta emotiva e passionale”, che dopo l’omicidio si è manifestata anche nel tentativo di suicidio.

Insomma, dopo l’ergastolo ridotto a 30 anni per aver scelto il rito abbreviato, la pena per Castaldo è scesa a 16 anni, ma considerato che ogni semestre vengono “abbonati” 45 giorni per buona condotta, Castaldo starà in carcere ancora meno. Il 57enne di Cesena uccise la 46enne moldava con cui aveva una relazione da poco tempo perché la stessa, per via delle insicurezze dell’uomo e della gelosia, lo aveva invitato ad andare via. “Ho perso la testa perché lei non voleva più stare con me. Le ho detto che lei doveva essere mia e di nessun altro. L’ho stretta al collo e l’ho strangolata”, ha confessato il Castaldo dopo aver commesso l’omicidio. Rientrato a casa, poi, tentò il suicidio con un mixi vino e farmaci.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO