Alpinisti morti, Messner: "A Nardi dissi più volte di non percorrere quella via"

Reinhold Messner su quella stessa via ha perso il fratello Günther.

Reinhold Messner sulla morte di Daniele Nardi e Tom Ballard

La morte confermata di Daniele Nardi e Tom Ballard ha provocato profonda tristezza, ma, allo stesso tempo, è sembrata una morte evitabile, perché era nota la pericolosità di quel sentiero e i due alpinisti sapevano bene a cosa andassero incontro, tanto da aver lasciato una specie di testamento. Nardi, in particolare, lascia un figlio di 5 mesi, che potrà vedere il padre solo attraverso i video che ha girato sulla montagna e non avrà alcun ricordo insieme a lui.

Uno dei più grandi alpinisti di tutti i tempi, Reinhold Messner, quella via dal versante Diamir la conosce bene, perché nel giugno del 1970 la affrontò, ma in discesa, perché la riteneva più semplice della parate Rupal. Era insieme al fratello Günther, che perse la vita a soli 24 anni e i suoi resti furono trovati solo 30 anni dopo, nel punto che Reinhold aveva sempre indicato.

Anche i resti di Nardi e Ballard sono destinati a restare a lungo a 5.900 metri di altezza, dove sono stati individuati, ma da dove, per ora, è impossibile recuperarli. Forse qualcuno potrebbe riuscirci d'estate, ma non si sa né come, né quando. Messner però ha detto di aver parlato con Nardi prima che iniziasse la sua impresa e di avergli più volte sconsigliato vivamente di prendere quella via:

"Mi dispiace molto per Ballard che era un ottimo alpinista, ma a Nardi dissi più volte di non percorrere quella via. Tre anni fa quando era venuto a trovarmi gli avevo detto di non andare. Anche Moro gli aveva consigliato di evitare quella via. È difficile poter capire la dinamica da un semplice fotogramma ma, a mio parere, sono morti travolti da una valanga. In quella zona ci sono tre canali da dove scendono valanghe con blocchi di ghiaccio. Anche il basco Txikon impegnato nei soccorsi a sua volta ha rischiato molto perché è stato sfiorato da almeno due slavine"

Reinhold Messner ha detto anche:

"Gli errori in montagna sono solo dell'uomo, la via Munmery è pericolosa e non solo difficile. Io, come avevo detto a Nardi, non sarei mai andato"

Poi Messner, ricordando il suo dolore personale, ha detto:

"Il pensiero va alle famiglie. Finché i suoi parenti non toccheranno con mano il proprio caro e non avranno la possibilità di capire, sarà molto difficile elaborare il lutto. L'ho visto con la mia famiglia: quando è stato ritrovato mio fratello dopo tanti anni avevo portato i miei fratelli, i genitori non c'erano più, nella valle del Diamir dove abbiamo sepolto e ricordato Günther con una semplice cerimonia"

Sulla storia dei due alpinisti Reinhold e Günther Messner e la loro scalata all Nanga Parbat dalla parete Rupal è stato fatto un film nel 2010, intitolato proprio "Nanga Parbat".

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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