Morte Imane Fadil: "No metallo a livelli tossici nel sangue". Pm: "Nessuno si avvicini al corpo" (VIDEO)


Imane Fadil è stata davvero avvelenata? Continua a far discutere la morte, avvenuta l’1 marzo scorso dopo un mese di agonia, di una delle testimoni chiave del processo Ruby. Secondo quanto emerso dagli esami tossicologici condotti dal Centro Antiveleni dell'istituto Maugeri di Pavia e già forniti all'ospedale Humanitas di Rozzano, non c’è traccia di metalli tossici. Gli esiti di questi esami sono già in mano agli inquirenti, ma ora si attende l’autopsia per provare a fare luce sul decesso della ex modella che stava completando un libro sulle sue frequentazioni nella villa di Arcore.

Carlo Locatelli, direttore del centro di Pavia che ha effettuato gli esami tossicologici, ha dichiarato al Corriere della Sera che "campioni biologici della paziente sono stati inviati al centro dall'ospedale in cui si trovava ricoverata, per esami e consulenza tossicologica. È stato richiesto il dosaggio dei metalli, ossia la loro individuazione in liquidi biologici, attività che è stata effettuata, e il cui esito è stato trasmesso alla struttura che lo aveva richiesto. Esito che era ed è evidentemente protetto da privacy". Pur non avendo riscontrato metalli tossici, il centro si affretta a sottolineare di non identificare radionuclidi, quindi di non poter misurare eventuale radioattività. L’ipotesi di avvelenamento, dunque, non è desumibile dagli esami già condotti a Pavia e non è ancora esclusa.

Per avere la certezza, dunque, non resta che attendere gli esiti dell’autopsia, che dovrebbero arrivare tra mercoledì e giovedì prossimo. L’autopsia del corpo di Imane Fadil sarà condotta da un’equipe medica guidata dall'anatomopatologa Cristina Cattaneo nominata dai pm. La 34enne ex modella era stata ricoverata all’Humanitas lo scorso 29 gennaio per gonfiori, dolori all'addome e un quadro clinico globalmente complicato. Trasferita in terapia intensiva dopo una settimana, la ragazza si è aggravata fino alle cure della rianimazione, che sembravano averne migliorato il quadro clinico. Dopo aver dichiarato ai medici il timore di essere stata avvelenata, Imane è stata sottoposta agli accertamenti tossicologici di base, ma gli stessi hanno dato esito negativo. Il 1° marzo il decesso sul quale si sta cercando di fare luce.

Pm vieta di avvicinare il corpo anche ai parenti

Il pubblico ministero di Milano che indaga per omicidio volontario in merito alla morte di Imane Fadil ha ordinato di non far avvicinare nemmeno amici e parenti al cadavere della donna. Sul corpo della modella, teste d'accusa nel processo Ruby, non è stata ancora svolta l’autopsia. Sul fascicolo d'obitorio dove si trova il cadavere della 34enne un addetto comunale ha scritto: "Non farla vedere a nessuno" secondo quanto riferisce RaiNews24.

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