Stefano Cucchi: chiesto processo per 8 carabinieri, c’è anche il generale Casarsa

Caso Cucchi, arrivano le richieste di rinvio a giudizio. Sono otto i carabinieri che la procura di Roma vuole alla sbarra. Le richieste arrivano dopo gli ultimi e clamorosi sviluppi dell’inchiesta sui presunti depistaggi che seguirono la morte di Stefano Cucchi, avvenuta nel reparto penitenziario del Pertini di Roma, a una settimana dal suo arresto, il 22 ottobre del 2009.

Il carabiniere super testimone che ha puntato il dito contro i suoi colleghi ha segnato le ultime fasi del dibattimento sul depistaggio che seguì, secondo i pm, il decesso del geometra romano di 32 anni.

Tra i nomi dei carabinieri per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio spiccano quelli del generale Alessandro Casarsa, all'epoca dei fatti capo del Gruppo Roma, e quello del colonnello Lorenzo Sabatino, già ai vertici del Nucleo operativo di Roma. I reati contestati a vario titolo dagli inquirenti agli otto carabinieri sarebbero calunnia, falso, omessa denuncia e favoreggiamento.

Il procuratore capo di Roma Giuseppe Pignatone e il sostituto Giovanni Musarò hanno chiesto il processo anche per Luciano Soligo, maggiore ed ex comandante della Compagnia Montesacro; per Francesco Cavallo, tenente colonnello già capoufficio del comando del Gruppo Roma; per Massiliano Colombo Labriola, ex comandante della stazione di Tor Sapienza; per Tiziano Testarmata, comandante quarta sezione del Nucleo investigativo; per il miliare Luca De Cianni e per Francesco Di Sano che all’epoca dei fatti prestava servizio a Tor Sapienza, la caserma dove Cucchi venne portato dopo l’arresto.

Al generale Casarsa, che chiamato a testimoniare nel processo bis ha preferito non rispondere, verrebbe contestato il falso ideologico in relazione alla catena di comandi che avrebbe permesso la falsificazione di una nota di servizio sulle condizioni di salute di Stefano Cucchi, nota post-datata al 26 ottobre 2009.

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