La Rete analizza il Gay Pride di Roma

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Il Gay Pride continua a far parlare la blogosfera. Svoltosi sabato scorso a Roma, ha attirato nelle vie della capitale molte persone (anche se le cifre ballano come sempre: si va dai 300.000 al milione secondo gli organizzatori).

Racconta Omoios: "E il Pride fu. La marcia per i diritti, la festa dell'orgoglio aperta da Daniele Silvestri (quest'anno la mitica Raffa è stata messa da parte...), l'occasione per dire a tutt* che ci siamo anche noi ha avuto luogo. Come per ogni corteo c'è il rassicurante balletto di numeri sui partecipanti, come in ogni occasione c'è la buona dose di polemica".

Come ricorda Festival, tra i partecipanti c'era anche il cantautore Daniele Silvestri (quello della Paranza...) la cui canzone "Gino e l'Alfetta" ne è diventata infatti l'inno ufficiale.

Omoios ha dedicato all'argomento vari post, spiegando, per esempio, che mentre in Italia si discute se approvare o no la legge sui Dico, in Colombia il Congresso ha approvato la legge che riconosce alle unioni omosessuali pari diritti di quelle eterosessuali (leggi qui). E ci rivela anche che mentre a Roma si svolgeva il Gay Pride, il leader di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini annunciava la separazione dalla moglie ("Alla faccia della famiglia"). Se per caso vi siete persi il Gay Pride, su Flickr.com potete trovare delle bellissime immagini dell'evento (ce lo segnala sempre Omoios).

Commenta il Viaggiatore: "Il Gay Pride è una manifestazione che sono veramente orgoglioso di ospitare. Scrivo questo non tanto come omaggio ai diritti degli omosessuali, quanto come riflessione su ciò che veramente mi piace della cosiddetta civiltà occidentale: il fatto che noi crediamo che tutti gli esseri umani, per il semplice fatto di esistere, devono godere di eguali diritti".  

Ecodiario, però, ha un'opinione differente: "Oggi le manifestazioni sono parate folcloristiche di figli di papà o dei fiori, anelli e piercing, scarpe firmate, fazzoletti etnici, slogan da bar e spesso meschini e miseri come quelli che definivano, durante la manifestazione anti-Bush, il "carabiniere come mestiere di merda".....oppure sono kermesse volgari e vuote, dove trasgressione e cattivo gusto fanno a gara, dove il massimo della profondità è un inno alla Lancia Y, icona del vuoto più vuoto di chi ha rinunciato alla dignità della sua essenza, basta un'occhiata a certe fotografie del Gay Pride, dove come al solito si è scelto l'attacco ad un pilastro della civiltà occidentale, purtroppo oggi grazie ad una propaganda ignorante e banale ridotta a bersaglio di slogan così stupidi che fanno di questo anticlericalismo oggetto di pena e di pietà....".

Per I Love Scruscio, la tolleranza al Gay Pride "fa a pugni con la decenza": "Succede al gay pride di Roma che la manifestazione con la pretesa di insegnare la laicità, si trasformi in una vera e propria invettiva contro il Santo Padre. Questo è il quesito che ci fa riflettere, quando la tolleranza deve essere ripagata con la stessa moneta? (...)Ed accade quindi che, se il Papa fa delle dichiarazioni a favore della famiglia, che per inciso dovrebbe essere la normalità, allora vediamo insorgere tutti i movimenti a favore dei Di.Co. (...) Quindi chi non è tollerante in questo caso? giudicate voi stessi. Nessuno dovrebbe avere la presunzione di farsi paladino della tolleranza se poi non è in grado di rispettare chi la pensa in maniera diversa.  

Se volete ascoltare l'intervento di Vladimir Luxuria al Gay Pride cliccate qui sotto:

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