Omicidio di Cogne, Samuele morto per cause naturali?

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Non c'è pace per il caso Cogne. Come vi avevamo segnalato pochi giorni fa è ripartito il blog Notitia Criminis, che da subito pubblica un interessante intervento che vi invitiamo a leggere.

Riportiamo una parte del post, che potrete trovare qui per intero. La discussione è aperta.

tratto da Notitia Crimis

Commento di: Sauro Claudio
Oggetto: Considerazioni del neurochirurgo Giovanni Migliaccio
Testo: Tratto da www.crime.net pubblico la lettera del Dr. Migliaccio con cui
ravvisava incongruenze scientifiche.
Commento di: Dottor Giovanni Migliaccio, Neurochirurgo
OSPEDALE FATEBENEFRATELLI & OFTALMICO
MILANO
20121 Milano Corso di Porta Nuova, 23

Mi sento in dovere sia come cittadino che come medico,di rendere noto
quanto appunto è venuto a mia conoscenza e le deduzioni conseguenti,
dopo la lettura della perizia necroscopica sul cadavere del bambino
Samuele Lorenzi, per la cui morte, ritenuta da causa violenta, è già
stata condannata in I grado la sua mamma.
Leggendo infatti attentamente la perizia necroscopica e,visionando il
materiale fotografico, non posso non rilevare che in essa vi sono
moltissime contraddizioni ed errori di valutazione che ritengo fondata
la convinzione che il piccolo sia realmente morto per cause naturali,
cioè a seguito di una imponente quanto improvvisa e violenta emorragia
cerebrale,a seguito della rottura di un aneurisma,e/o di una
malformazione vascolare congeniti.
Gli elementi che non convincono sono molti:
1) Si dice che il piccolo sia stato colpito in regione frontale con 17
colpi ad opera di un arnese largo e pesante! Mi chiedo: come è
possibile contare 17 colpi sul capo di un bimbo di tre anni? Il numero
di colpi inferti su un corpo si possono contare sul torace,
sull'addome, ma non sul cranio
2) A una prima ispezione del cadavere, ictu oculi, non si sono
evidenziati lesioni di alcun genere: lo sfondamento del cranio in
regione frontale provoca la frattura della base cranica anteriore che
si esprime esternamente con un'enorme tumefazione del viso e degli
occhi, definita come occhi da procione, patognomonica appunto di
frattura della base cranica anteriore.
3) La regione della base cranica anteriore, in ogni sua parte, (tetto
orbitario, etmoide, sfenoide)risulta perfettamente integra.
4) In nessuna altra parte del corpo, dalle sopracciglia in giù fino ai
piedi, non c'è ombra di una pur minima lesione: è mai possibile che
chiunque l'abbia colpito con violenza e in preda ad uno stato psichico
quanto meno alterato neanche per sbaglio abbia colpito sul torace
sulle spalle sull'addome? E' vero che il prof.Viglino segnala delle
escoriazioni sul 3° e 4° dito della mano destra, diagnosticandole come
effetto del tentativo di difendersi dall'aggressore. Ma ragioniamo un
attimo: istintivamente chi sta per esser colpito al capo tende a
coprirsi, a difendersi con entrambe le mani, non con una sola!

5) Anche l'ipotesi che il piccolo fosse tenuto fermo per poterlo
colpire ripetutamente solo sul capo, non è sostenibile perchè si
sarebbero dovute riscontrare sul corpo i segni delle mani che lo
avrebbero trattenuto
6) Le ferite cutanee sul cuoio capelluto per la maggior parte sono
dell'ordine di pochi centimetri di lunghezza e pochi millimetri di
profondità.Quale arnese mai ha potuto provocare tali lesioni? Esse
sono spiegabili non come l'effetto di un corpo contundente (che ne
avrebbe procurate di ben maggiori dimensioni), ma come l'esito della
trazione che l'osso fratturato,affondandosi, esercita prima sul
periostio, quindi sulla galea, poi sul sottocute e quindi sulla cute(i
tre strati di tessuto molle esistenti fra il cuoio capelluto e l'osso
cranico)
7) L'esame necroscopico ha evidenziato una emorragia intraventricolare
e una emorragia subaracnoidea, senza tracce di ematomi extradurale e/o
sottodurale: questi ultimi generalmente tipici delle lesioni
traumatiche, mentre l'e.s.a.(emorragia sub aracnoidea) è tipica della
rottura di lesioni vascolari. Esiste si una e.s.a. post traumatica, ma
con caratteristiche del tutto diverse.
8. Il piccolo è morto circa due ore dopo l'evento: se avesse ricevuto
tutti quei colpi sul cranio, sarebbe morto all'istante. Non è
possibile sopravvivere oltre pochi minuti dopo aver subito 17 colpi
sul cranio!
9) E ancora: il medico del 118 non avrebbe potuto trasportarlo se ne
avesse constatato la morte 

Andate qui per leggere tutti gli altri punti. 

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